Mons. Seccia: “Basta messe vuote”. Ai parroci. “Chiese aperte e vigilanza”

LECCE- “Nei supermercati tanta gente che va a fare la spesa. Con le dovute accortezze, mascherine e distanziamento, anche le messe possono essere celebrate in presenza dei fedeli. Il momento del raccoglimento spirituale davanti a Dio o la celebrazione eucaristica non può più avvenire solo a distanza”. Il vescovo di Lecce Monsignor Michele Seccia commenta così la presa di posizione della Cei, la Conferenza Episcopale Italiana, che ha contestato il mancato sblocco del Governo alle celebrazioni liturgiche alla presenza dei fedeli. “I Vescovi italiani – si legge nel documento- non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto”.

“Anche in chiesa le norme sanitarie imposte dall’emergenza possono essere rispettate- afferma Seccia- il controllo va affidato ai parroci. Obbligatorie le mascherine, e poi il distanziamento. Basta che i fedeli si siedano l’uno sulla destra e l’altro sulla sinistra del banco e le distanze sono rispettate”.

La Chiesa chiede di poter riprendere immediatamente la sua azione pastorale che non può avvenire a distanza e con le chiese vuote. “Così come i funerali possono essere celebrati con 15 persone, così può avvenire per le messe. Se si pensa che le chiese siano strapiene di gente, ebbene, non è così- dice Seccia- che invita tutti i parroci della diocesi a tenere aperti i luoghi di culto. ” In questo periodo mi è capitato di girare per la città e trovare molte chiese chiuse. Invece il momento del raccoglimento dei fedeli davanti a Dio è fondamentale. Chiunque deve essere libero di entrare per una preghiera”.

 

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