SALENTO- In ginocchio il settore florovivaistico in Puglia con il distretto in provincia Lecce di Taviano e Leverano che si estende anche ai comuni limitrofi di Alliste, Maglie, Melissano, Nardò, Porto Cesareo, Racale e Ugento e quello della provincia di Bari con al centro della produzione e degli scambi Terlizzi, Canosa, Bisceglie, Molfetta, Ruvo di Puglia e Giovinazzo che registrano il crollo degli ordini in media del 70% con punte fino al 100%, con milioni di fiori e piante rimaste invendute. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia sulla base delle segnalazioni arrivate dalle aziende florovivaistiche pugliesi.
“L’emergenza coronavirus malauguratamente si è abbattuta proprio nel momento di maggiore produzione di un comparto caratterizzato da prodotti stagionali. Con la scusa del Coronavirus le esportazioni di fiori pugliesi, inoltre, vengono ingiustamente bloccate alle frontiere con motivazioni pretestuose e grave danno per le imprese tricolori mentre si moltiplicano i casi di carichi di prodotti florovivaistici fermati alle dogane dei Paesi vicini, Francia in primis, e messi in quarantena senza alcuna motivazione plausibile”.
“Da 3 giorni è stato registrato il blocco totale con l’azzeramento degli ordini del 100% rispetto alla settimana scorsa, parliamo di milioni di piante già pronte alla vendita che nel giro di pochi giorni bisognerà buttare, con le serre piene e la mancanza di spazio per fiori e piante già programmate per l’estate”, insiste il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele.
“A Leverano il mercato resterà chiuso fino al 3 aprile con le ripercussioni prevedibili, mentre non ci sono più ordini dal Nord Italia di fiori, parliamo di milioni e milioni di steli che andranno buttatI. Il settore florovivaistico in provincia di Lecce è già in crisi di anni e questa ulteriore tegola rischia di far chiudere i battenti a decine di aziende con il conseguente licenziamento di centinaia di lavoratori”.
“L’invito è quello di adornare i balconi, le finestre, dando un segnale positivo al mondo, perché il fiore è il simbolo della resilienza e della voglia degli italiani di non farsi sopraffare dalla paura”.