LECCE- In attesa dei dati relativi all’anno che si è appena chiuso, quelli del 2018 confermano il record negativo di nascite in provincia di Lecce: si è scesi a quota 5.346. Dieci anni prima, era di 1500 bambini circa in più. Sono aumentati di un migliaio, nel decennio, anche i decessi, che si attestano sugli 8.299, con un saldo negativo di quasi 3mila persone. E’ una provincia si spopola a ritmo più elevato rispetto al resto della Puglia e dell’Italia. Negativo è pure ora il saldo migratorio totale, che negli ultimi anni era stato positivo: -804.
Un trend che non si arresta, insomma: gli abitanti della provincia leccese sono passati da 801mila nel 2003 a 795mila nel 2018. Aumentano, invece, i nuclei familiari, da 286mila a 330mila, segno della frammentazione e della solitudine sempre più galoppanti. Il numero di nuclei composti da una sola persona è giunto ormai, a livello regionale, al 33% del totale, identico a quello delle famiglie con figli (33.2%).
E’ il Forum delle Famiglie a lanciare ancora una volta allarmi e appelli: “Il 2020 è anno elettorale – dice – Proviamo a valutare programmi e candidati su questi temi e sulle scelte operate o proposte”. In Puglia, i bambini nati nel 2018 sono stati meno di 29mila. Nel corso del decennio 2008-2018 le nascite sono calate di oltre 9mila unità. Tra decessi e migrazioni fuori regione, la perdita della popolazione in appena tre anni in Puglia è stata di circa 40mila abitanti. È il Sud che si svuota e si impoverisce, sempre di più. E noi non ne siamo esenti. Politiche che fungano da freno di questo fenomeno, però, non sono all’ordine del giorno.