La storia di Rosalba, affetta da MCS: una vita senza aria

minerva

LECCE – La bellissima ragazza che vedete in foto, radiosa nel giorno del suo matrimonio, è Rosalba. Ha 40 anni, è di Lecce, è una psicoterapeuta e qualche anno fa si è trasferita con il suo Gabriele a Tenerife. Una famiglia meravigliosa: mamma Daniela, papà Giuseppe, due fratelli, una sorella e Lia, un labrador. Da tre anni, però, la vita perfetta di questa giovane donna solare e brillante è diventata un incubo. È un incubo uscire, un incubo restare in casa, un incubo anche semplicemente respirare. È successo all’improvviso: capogiri e mal di testa, i primi esami, le analisi, contatti con medici spagnoli e italiani. E poi la diagnosi: MCS, sensibilità chimica multipla. Ci siamo già dedicati in passato a persone salentine affette da questa rara patologia che, tradotta in termini semplicissimi, può essere descritta come una “allergia a tutto”. A qualunque agente chimico sia nell’aria, compresi i detersivi e i saponi, i profumi, la plastica, il legno, la fuliggine, le fibre dei tessuti tradizionali, gli insetticidi, i solventi e molto, molto altro.

Ogni cosa provoca sintomi violentissimi, che arrivano a vere e proprie convulsioni. E porta, comprensibilmente, a sentirsi impazzire, a desiderare di mettere fine alla propria vita. Rosalba e i suoi genitori passano ora le gornate a cercare un posto il più possibile isolato e salubre, in Italia e in Spagna. Perché bisogna essere lontanissimi da fabbriche, ma anche da campi coltivati. Si può immaginare, ad esempio, il cocuzzolo di una montagna, o una spiaggia sperduta, ma a volte neanche questo basta. Nel frattempo, sono rimasti nel cassetto gli ultimi biglietti aerei che Daniela e Giuseppe hanno fatto per andare dalla figlia, perché comunque non potrebbero avvicinarsi a lei, sono innumerevoli le precauzioni e le accortezze da adottare. E forse non basterebbero.

Cosa chiede questa famiglia? Non qualcosa di speciale solo per sé, ma che le istituzioni si occupino finalmente e seriamente delle persone affette da MCS. Spazi appositi, terapie ad personam, spese mediche coperte dal servizio sanitario nazionale.

Una possibilità per migliorare la vita di Rosalba è rappresentata dall’avere un camper, un furgone, un biocamper, che sia asettico, sterile, costruito pezzo per pezzo con tutte le accortezze del caso. Sarebbe una casa mobile che consentirebbe di spostarsi sempre in luoghi per lei “sicuri”. Ma costa intorno ai 100mila euro.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*