Attualità

Piano coste e abbattimenti: scoppia la polemica

LECCE – Il post, corredato da una foto del suo lido, Alfredo Prete lo ha pubblicato di notte perché non riusciva a dormire al pensiero di dover abbattere la struttura di Lido York.

“Caro sindaco e caro vice sindaco, caro Carlo e caro Alessandro, come fa un imprenditore a dormire quando leggendo l’edizione on line di Quotidiano scopre che deve demolire la sua azienda costruita con sacrifici enormi da mio padre nel 1972?
Eppure Carlo e Alessandro in quel lido siete cresciuti, avete fatto i primi bagni della vostra vita, quante partite a calcetto, quanti ricordi, quante coppe e medaglie conquistate, quanti pranzi consumati all interno di quelle cabine.
Nel 1972 quando papà York costruì quel lido si affidò ad un architetto romano, che progettò un lido secondo i dettami dell architettura mediterranea, perciò lasciatemelo dire, fu edificato un bel lido con questi gruppi di cabine a staffa di cavallo che proteggevano dai venti ed un bar ristorante dalle forme armoniose, veramente una bella struttura. Oggi questa struttura invece di essere difesa perché oggettivamente bella deve essere demolita e ridimensionata in base alla concezione da voi sviluppata del piano delle coste. La cosa più tragica è che di fronte a queste prospettive non concedete neanche la proroga della concessione demaniale così come prevista da una LEGGE NAZIONALE, trincerandovi dietro al fatto che le concessioni scadranno nel 2020, forse non lo sapete ma il 2020 per un imprenditore è domani. Ora mi dite come c… faccio a programmare il benché minimo investimento? Le banche giustamente, di fronte a queste incertezze, sono pronte a revocare mutui e finanziamenti.
Comunque non riuscirete a cancellare 86 anni di storia, perché in quel tratto di mare ci sono i sacrifici ed il sangue di mio nonno e di mio padre”.

Qualche ora dopo, il sindaco, impegnato proprio nel primo incontro sul Piano delle Coste, ha risposto:

“Stupisce la reiterazione di argomenti da parte tua che davo per acquisiti ma che evidentemente – non so se consapevolmente o meno – torni a mettere in discussione.  Cosa prevede la proposta del piano comunale delle coste nello specifico che ti riguarda? che entro due anni dalla sua approvazione le strutture in cemento armato devono – in applicazione di una legge e non di una valutazione discrezionale del comune o del capriccio del sindaco – essere riconvertite in materiale removibile. in ragioni di un interesse pubblico legato alla tutela del paesaggio e alla difesa dell’erosione costiera. il sindaco e gli amministratori pubblici sono sottoposti alla legge, in questo caso quella regionale.
quindi non c’è nessuna previsione di chiudere il lido York, come lasci intendere: il Piano non mette in discussione la concessione balneare sul quel tratto di litorale ma solo e soltanto la permanenza dei famosi archi così come sono stati realizzati negli anni passati. l’aver sostenuto che noi vogliamo fare chiudere il tuo stabilimento – nel quale la mia famiglia ha trascorso tanti estati e dove tutt’ora villeggia la famiglia di Alessandro – è quindi una clamorosa falsità che mi sorprende dover leggere in ragione delle tanti discussioni avute, anche recentissimamente.
sul tono complessivo del tuo sfogo che lamenta addirittura una nostra latitanza dalle marine leccesi preferendo yacht e altro tralascio perché è offensiva di una stile di vita – il mio e quello di chi mi è accanto in giunta – che dovresti conoscere meglio e rispettare di più.
Non considero come scrivi San Cataldo una “marina di merda”: è una ricchezza del nostro territorio che soffre di alcune mancanze sulle quali stiamo da due anni convintamente e appassionatamente lavorando. il piano delle coste- insieme alla proposta delle rigenerazione delle marine e agli investimenti strategici inseriti nel CIS – puntano ad una nuova centralità della nostra costa.
Essere sindaco non è meno gravoso del ruolo di imprenditore balneare, te lo garantisco. Ogni giorno si è chiamati a prendere decisioni difficili, ogni giorno si è chiamati a rispondere del proprio operato.
Ti invito – in quanto concessionario balneare, presidente del sindacato balneari della confcommercio, presidente della Camera di Commercio -al dibattito pubblico che inizia oggi alle 10.00. avrai ancora una volta la possibilità – tu come tutti – di conoscere tutto il lavoro svolto dall’amministrazione, prendere coscienza dello stato di salute della nostra costa, misurarti con i vincoli imposti dalla leggi dello stato, valutare le scelte che abbiamo compiuto per dare opportunità e tutela e servizi alle nostre marine, offrire il tuo contributo, avanzare le tue proposte.
solo al termine di questo lungo percorso di ascolto pubblico – scandito in cinque incontri – la Giunta adotterà il Piano comunale delle coste già presentato in campagna elettorale”.

Da più parti, intanto, letto il post di Prete, arriva la vicinanza al titolare dello storico lido di San Cataldo:

Paolo Pagliaro, presidente del Movimento Regione Salento:

Caro Alfredo, quello che leggo mi lascia con l’amaro in bocca, perché ancora una volta devo evidenziare che invece di tutelare le cose buone e chi lavora con la schiena dritta da una vita e valorizzare il comparto turistico con intelligenza e arguzia si passa un colpo di spugna pensando di non lasciare strascichi. Spero che si possa fare qualcosa, anzi si deve fare qualcosa, per evitare ciò che ci racconti con tanta malinconia e rabbia. La materia merita attenzione e uno studio preciso, giù le mani dai nostri imprenditori che con tanti sacrifici riescono ancora ad essere la spina dorsale della nostra economia. Forza, forza!
P.s. Sullo stato d’abbandono di San Cataldo stendiamo un velo pietoso, sono stanco anche solo a pensarci .

Gianni Cantele, imprenditore e presidente di Coldiretti:

Tutta la mia amicizia e solidarietà ad Alfredo Prete, imprenditore che come me si esercita nell’ormai impossibile tentativo di fare impresa in un Paese che la barriera del ridicolo l’ha da tempo oltrepassata.
Un piano che voglia seriamente riportare normalità nell’immondezzaio che sono, nella gran parte dei casi, i 280 km di costa salentina dovrebbe prevedere uso di tonnellate di tritolo per fare scomparire i milioni di metri cubi di cemento abusivo (poi bellamente condonato) delle inutili seconde case al mare che deturpano il nostro territorio. E non certamente cominciando da un lido storico, che offre servizi turistici di livello, posti di lavoro e dignità ad una marina sottosviluppata che dovrebbe essere il salotto buono della nostra città.
Oggi si allunga la lista dei motivi per i quali continuerò ad esortare i miei figli ad andarsene da qui.

Associazione Movimenti:

“Alfredo siamo al tuo fianco: volevamo costruire un porto, ora demoliscono quel poco di buono che c’è”. Vicinanza ad Alfredo Prete è espressa dall’associazione civica Movimenti.

Prima di arrivare a demolire i lidi in cemento, il piano coste deve prevedere uno step: la realizzazione di tutti quei servizi che rendano la marina appetibile per leccesi e turisti. Solo dopo, e condizionando questa eventualità alla proroga delle concessioni, si può chiedere agli imprenditori di partecipare al miglioramento paesaggistico di San Cataldo. Altrimenti la scelta è ideologica e punitiva: c’è tanto cemento abusivo da sradicare sulla costa prima di arrivare a te. La Tua struttura è fondamentale per un progetto serio di sviluppo del territorio, che per noi è incentrata su una visione: Lecce città sul mare.  Se chi si occupa di turismo in una città come Lecce studiasse il caso di Valencia, si renderebbe conto di quanta occupazione e turismo abbiano creato da quelle parti con una città meno accattivante ed un mare meno bello. Dal Porto di Adriano, intercettando fondi europei, deve partire un piano di sviluppo di servizi un turismo anche archeologico, ed il Tuo stabilimento è centrale in questa idea.

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