CEGLIE MESSAPICA – Per un anno e mezzo, le avrebbe reso la vita impossibile, arrivando a pedinarla, ad appostarsi sotto casa, a far allontanare da lei tutti gli amici e persino a dare fuoco alla sua automobile. Il tutto per costringere la sua ex moglie a tornare con lui. Per questo un 36enne di Ceglie Messapica è stato sottoposto agli arresti domiciliari, a seguito di un’ordinanza emessa dal Tribunale di Brindisi.
Ai carabinieri del posto si era rivolta la donna, una 32enne ceglierse, per provare a fermare i continui maltrattamenti, percosse e minacce che andavano avanti dal marzo 2018.
In quel mese, infatti, dopo la fine della loro relazione, il 36enne ha iniziato a seguire la ex quasi quotidianamente, anche appostandosi ripetutamente vicino casa, in automobile o a piedi. Poi ha iniziato a farla isolare, allontanando da lei le sue amicizie e minacciando anche i familiari con frasi come “la pagherete tutti”, dopo che la donna aveva rifiutato un anello d’oro come regalo per tornare a vivere con lui.
Nella notte fra 1’8 e il 9 maggio 2018, poi, a un amico e collega di lavoro della donna è stata incendiata l’auto, così come è avvenuto qualche giorno dopo anche alla vettura della 32enne. L’ex è il principale indiziato del gesto.
Non solo: il 36enne più volte avrebbe avvicinato un conoscente per “consigliargli”, con tono minaccioso, di non frequentare la sua ex insieme con la propria moglie, presentandosi come “Zio Mario che non perdona due volte”.
Frasi come “al tuo fianco se non ci sarò io non ci sarà nessuno” e bigliettini d’amore lasciati sull’auto si sono susseguiti nei mesi successivi.
Una persecuzione per la vittima, che ha scelto di denunciare per porre un freno agli atteggiamenti che hanno acquistato nel tempo una “particolare valenza intimidatoria”, secondo gli investigatori, “in quanto temporalmente coincidenti con alcuni episodi di danneggiamento doloso, mediante incendio, delle autovetture”.