MOLA DI BARI – Il primo obiettivo è l’Italia, il secondo, immediatamente successivo, è la Puglia. Il leader della Lega, Matteo Salvini, suona la carica ai 2000 accorsi alla tappa estiva in spiaggia del suo tour, tra Mola di Bari e Polignano.
Lunedì – ha spiegato – ha convocato tutti in Parlamento per stabilire le prossime mosse da compiere nell’ormai conclamata crisi di governo. Con l’auspicio di chiudere la partita martedì in aula con l’intervento del premier Giuseppe Conte. Poi dritti al voto. “Qua c’è da andare veloce a nuove elezioni – ha spiegato Salvini – perché prima si vota, prima c’è un nuovo governo, prima c’è un nuovo Parlamento, prima si fa una manovra economica importante che non aumenta le tasse ma le taglia, su questo sto lavorando per il prossimo governo. Poi sfiducino chi vogliono, l’importante è che il Parlamento lavori già la settimana prossima e poi la parola torni agli italiani”.
Il Governo, ha detto, è caduto per i troppi no. Ma non saranno i ministri della Lega a dimettersi prima di Conte, perché “faremmo loro solo un favore, rimarrebero lì fino a data da destinarsi”. Se il ministro dell’Interno lo farà qualcun’altro? “Gli darò tutti i suggerimenti”. Ai Cinque Stelle manda a dire che non replicherà alle offese ricevute ma che il taglio del numero dei parlamenti vuol dire rimandare le elezioni di un anno. “Vogliamo risparmiare quei soldi? Tagliamo gli stipendi – aggiunge il leader del Carroccio – faremmo più in fretta”. E quanto alle alleanze: “Mi auguro che le voci di un avvicinamento tra Pd e Movimento 5 Stelle non siano vere. Se ci fosse un accordo tra Renzi e Di Maio, sarebbe indecente per la democrazia“.
Prima l’Italia ma subito dopo Salvini suonerà la carica per conquistare lo scranno più alto della Puglia: quello di governatore. Intanto mandando un messaggio al presidente uscente Emiliano: “Bisogna anche andare a mettere mano alla sanità pugliese facendo cambiare lavoro al signor Emiliano – ha detto il ministro dal palco – a cui daremo il reddito di cittadinanza, così potrà tirare avanti qualche mese prima di ricollocarsi. Gli daremo un navigator personale”.
Sul nome del candidato aggiunge: “Vedremo di trovare il candidato migliore e la squadra migliore. Ci sono una serie di persone che si sono messe a disposizione, altre si avvicineranno. Però noi partiamo dai progetti”. Accetterebbe di ricorrere alle primarie? “Io non ho mai detto no al confronto con nessuno. Se ci fosse una candidatura condivisa da tutti si potrebbe evitare questo passaggio – ha concluso Salvini – altrimenti consultare i cittadini fà sempre bene”.
Ma, stando a quanto sembra, non si dovrebbe ricorrere a questo strumento.