LECCE – Si attende l’ufficialità dei risultati dell’autopsia, eseguita sul corpo riesumato due mesi fa. I segni sul collo di Ivan Ciullo, alias dj Navi, trovato senza vita quattro anni fa, impiccato a un albero nelle campagne di Acquarica del Capo, sarebbero compatibili con lo strangolamento e non con la morte per impiccaggione con il cavo del microfono che era attorno al collo. Se l’ipotesi dovesse essere confermata, si darebbe ufficialmente ragione a mamma Rita, che mai ha creduto alla ricostruzione del suicidio e che si è sempre battuta per dimostrarlo.
L’autopsia è stata eseguita dal prof. Francesco Introna, consulente tecnico d’ufficio della Procura, e dal dott. Alberto Tortorella.
A volere la riapertura del caso, la pm Maria Vallefuoco.
La famiglia del dj 34enne è assistita dagli avvocati Walter Biscotti e Paolo Maci.