Mete estive, la Puglia cala a picco. Nel Salento -14% di fatturato

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PUGLIA – È una fuga generale dal mare italiano quella evidenziata dalla statistica pubblicata dal Sole24ore e che vede la Puglia precipitare a picco: dalle stelle all’inferno. Non più tra le mete maggiormente ambite, bensì tra quelle in coda. Le stime parlano chiaro. La Puglia nell’estate 2019 perderà sino al 13,6% di presenze e fatturato. In sostanza tutti i tre ambiti analizzati (ossia flussi in entrata, introiti e accoglienza in termini di servizi) segnano indici negativi. Il Salento, sempre secondo l’indagine, perderà oltre l’11% in termini di presenze e quasi il 14% di fatturato.

Quello che è stato ribattezzato “il trionfo del nomadismo” quest’anno sembrerebbe segnare l’avvio di un trend turistico tutto nuovo, pronto a cambiare meta anche all’ultimo momento laddove il rapporto qualità-prezzo dovesse risultare più conveniente.

Ad aumentare maggiormente i prezzi, stando ai dati raccolti dall’osservztorio di Jfc, società che svolge anche indagini nel settore, sono state proprio le strutture ricettive del Sud, inclusa la Puglia: in media un aumento che si aggira intorno al 4% e supera il 5% per B&B, agriturismi, case e appartamenti vacanza, ostelli per la gioventù.

In generale i servizi in spiaggia subiranno un aumento complessivo che si attesta al +2,1%; la ristorazione aumenta di una quota pari al +1,5%; i costi del viaggio rispetto allo scorso anno crescono del 3,3%; le spese per lo svago (visite, escursioni, divertimento) segnano un incremento pari al +1,9%.

Una buona notizia c’è: due premi di “consolazione” spettano a Gallipoli e a Porto Cesareo. Sono le due mete considerate più divertenti e giovanili a livello nazionale.

E.Fio

 

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