Xylella, Lezzi: “Fondi anche per piccoli produttori e braccianti”

LECCE – Più semplificazione per sradicare le piante disseccate ma anche per impiantarne di nuove e non solo ulivi. Poi, l’inclusione dei piccoli proprietari terrieri, anche privi di partita Iva, nella distribuzione delle risorse stanziate per affrontare il capitolo Xylella, se necessario anche implementando il budget da 300 milioni di euro previsto per il prossimo biennio. È questo l’impegno assunto dalla ministra per il Sud Barbara Lezzi davanti alla platea degli olivicoltori e dei sindaci convocata nel primo pomeriggio in Prefettura a Lecce.

La premura dichiarata da Lezzi è blindare i fondi, per vincolarli, come ha detto, “al di là di chi ci sarà dopo di” lei: “Nel decreto metterò nero su bianco lo stanziamento di 300 milioni di euro per il prossimo biennio perché venga garantito al di là di chi ci sarà dopo di me. L’impegno è anche far sì che nel decreto che andrà alla lettura alla Camera ci devono essere delle norme che prevedano non solo la semplificazione, il sostegno ai grandi produttori che è sacrosanto, al lavoro, ai braccianti e lavoratori che hanno tante ore di lavoro in meno, ma anche ai piccolissimi produttori, io stesso ho detto che vorrei raggiungere coloro che non hanno partita Iva. Ma anche le grandi associazioni di produttori si sono dichiarate disponibili a condividere le risorse con i piccoli produttori. Se sarà necessario una implementazione la faremo anche. L’importante è far tornare a vivere questo territorio”.

Il prossimo 1 aprile, al Mise, sarà convocato un tavolo apposito per iniziare a discutere della posizione dei braccianti e dei frantoiani, che hanno già perso diverse giornate di lavoro e per i quali i sindacati chiedono il riconoscimento di ammortizzatori sociali.

Una parte dei sindaci e delle organizzazioni degli olivicoltori, tranne Coldiretti, ha avanzato l’ipotesi di nominare un commissario, per velocizzare gli aspetti burocratici. “Io – ha detto la ministra – non sono molto d’accordo con i commissariamenti, però, in questo periodo lo stiamo facendo per molte infrastrutture, proprio per liberare dalla gabbia della burocrazia. Se può essere una soluzione condivisa, di concerto soprattutto con i sindaci, più che un commissario dall’alto diventa una sorta di facilitatore, si può anche fare una riflessione in questa direzione”.

Era presente anche la sottosegretaria all’Agricoltura Alessandra Pesce (M5s). Quella che è emersa è la necessità di un piano complessivo di rigenerazione del territorio, oltre alle richieste puntuali di modifica del decreto legge in sede di conversione in legge. Decreto che al momento, dopo l’approvazione del 13 febbraio scorso, non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

 

t.c.

 

 

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