LECCE- La dura vita del cantastorie al giorno d’oggi. Ne sa qualcosa Vittorio Oliè, 79 anni, nativo di San Pietro in Lama e residente a Lequile. La sua passione, la scrittura, la coltiva dall’età di 15 anni. La sua ultima creazione, una raccolta dal titolo “Uci te casa noscia” la tiene stretta in mano e con timidezza, un giorno, bussa alle porte della redazione. Racconta di voler seguire le orme dell’ultimo cantastorie del Salento degno di questo nome: Bruno Petrachi. E così quando nessuno intendeva musicare i suoi testi, lui si arrangiava “cantando e fischiando”. Adesso che le note di accompagnamento invece ce l’ha, vorrebbe un produttore per lanciare il suo ultimo vivace cd.
I suoi testi parlano di crisi, d’amore, del calore degli affetti familiari con “li culacchi te la nonna”, le tradizioni del territorio che ben traduce con “frescennu e mangiannu”. La sua resistenza la racconta così.
Quasi avesse una telecamera al posto degli occhi, penna alla mano, racconta storie, disavventure e personaggi che strappano un sorriso. Con umiltà rilega la vita come fosse un libro, ritaglia le parti rovinate e sostituisce le pagine sgualcite con nuove storie da raccontare. Guardare negli occhi un cantastorie è un privilegio.