LECCE- Dopo aver visto naufragare il primo progetto di impianto di compostaggio per un vizio di forma, la società romana Metapulia cerca di blindare il nuovo che dovrà essere sottoposto al vaglio delle istituzioni: si dice pronta a sottoscrivere accordi e protocolli d’intesa con i Comuni del nord Leccese, per accogliere solo i loro rifiuti e non anche quelli provenienti da fuori provincia o regione, cosa che, per legge, potrebbe fare.
La società ha detto anche questo mercoledì pomeriggio, durante l’incontro convocato nell’Open Space di Palazzo Carafa, per presentare ai cittadini i dettagli dell’impianto che vorrebbe realizzare nella zona industriale Lecce-Surbo, accanto ai capannoni della Lasim. È lì che ha già acquistato i terreni dal Consorzio Asi, passaggio che prima non era stato fatto e che ha portato allo stop della precedente procedura.
L’impianto sarà di taglia medio/grande: 55mila tonnellate all’anno di frazione organica da trattare tramite tecnologia anaerobica. La capacità è stata tarata sulla base dei quantitativi prodotti attualmente in media dai 27 comuni dell’ex Ato Le1 (capoluogo e dintorni), pari a 60mila tonnellate. E’ per questo che i vertici di Metapulia ritengono che non ci possa essere spazio per rifiuti provenienti da fuori.
La preoccupazione, tuttavia, c’è: se da un lato, ad oggi, si registra la carenza cronica di impianti e si esportano rifiuti fuori provincia, dall’altro lato la prospettiva nel medio-lungo periodo rischia di essere quella di molte strutture che per reggere potrebbero aver bisogno di importare organico. Questo perché al momento il territorio sconta una mancanza di programmazione seria sul tema: la Regione, infatti, sta andando avanti con un progetto di impianto di compostaggio pubblico a Cavallino e ne ha programmato un altro per il resto della provincia sebbene ancora non abbia trovato un sito; lo stesso Consorzio Asi esplora il mercato per piazzarne uno pubblico-privato tra Galatina e Soleto; altri progetti privati sono stati presentati. Una parte dei sindaci, inoltre, spinge per avere impianti di piccola taglia, con tecnologia aerobica e pubblici.
Metapulia fa, ovviamente, il suo. Spetta alle istituzioni ora ragionare sul singolo progetto ma anche sullo scenario che si apre.