LECCE – I numeri, apparentemente, non sembrerebbero allarmanti. Il fatto è che sono gli stessi da almeno tre decenni. Il vero rischio, dunque, è proprio questo: l’assuefazione, da una parte, e il senso di impontenza dall’altra. Per l’occupazione abusiva tra Lecce e Provincia la Pefettura schiera una controffensiva e Arca Sud la sua mappatura degli alloggi “in ostaggio” è già pronta a presentarla. Il direttore dell’ente proprietario di ben 12 mila alloggi di edilizia residenziale pubblica, l’avvocato Alberto Chiriacò, lo dice senza mezzi termini: 400 case su 12 mila totali (in tutto l’hinterland) sono occupate senza alcun titolo autorizzativo. Esattamente il 3,3%.
Il caso più eclatante è quello di Casarano: più dell’8 per cento degli alloggi è in ostaggio di chi non ne ha diritto. Esattamente 28 su 322. A Lecce il fenomeno investe il 2,5 % degli stabili: 50 su circa 2.000. Sono questi i Comuni per i quali Arca Sud chiederà di prestare più attenzione. Un’empasse, appunto, dalla quale si tenterà di uscire nei prossimi giorni, quando il secondo tavolo tecnico incentrato sulla questione tornerà a insediarsi in Via XXV Luglio.
Quando alla mappatura di Arca Sud si aggiungerà quella delle case popolari stilata dai sindaci della provincia, Comune per Comune, il quadro sarà completo. A quel punto gli sgomberi saranno immediati, salvaguardando le situazioni d’emergenza e di reale criticità. “Un distinguo – precisa Chiriacò – che si è sempre fatto. Anche quando l’occupazione abusiva è scoperta a stretto giro, spesso liberare l’alloggio occupato illecitamente è impossibile: ci sono disabili, persone con patologie gravi e minori. Categorie che bisogna proteggere“.
C’è chi butta a terra una porta e si appropria di un tetto per necessità. C’è anche chi, però, lo impiega per attività illecite. “Un dato, anche questo, che ci preoccupa e non poco – aggiunge il direttore di Arca Sud – e che potrebbe essere contrastato soltanto tramite un controllo capillare sul territorio”.
Ripristinare la legalità nel rispetto della dignità umana: una corsa ad ostacoli. Il lato più oscuro resta in assoluto quello “tabù”. Quando chiediamo al direttore di Arca:”Le è mai capitato di guardarsi le spalle rientrando a casa?”, lui è lapidario: “A questo preferisco non rispondere” dice. Poi sorride amaramente.
E.Fio