POTENZA- I legali del pm Emilio Arnesano, personaggio chiave nell’inchiesta “favori e giustizia”, riportano a casa il magistrato, l’unico coinvolto nell’inchiesta della Procura di Potenza ad aver trascorso il Natale dietro le sbarre. Gli sono stati concessi i domiciliari. Era quello che avevano chiesto gli avvocati Luigi Covella e Luigi Corvaglia: la revoca della misura della custodia cautelare in carcere o la concessione dei domiciliari.
Hanno discusso davanti ai giudici del tribunale del Riesame di Potenza la posizione del magistrato, chiedendo la revoca della misura per difetto delle esigenze cautelari: non c’è, secondo la difesa, il pericolo della reiterazione del reato perché è intervenuta la proposta dell’azione disciplinare che comporta la sospensione obbligatoria dalle funzioni. Questo impedisce di fatto qualsiasi tipo di reiterazione del reato. Non solo: non esisterebbe alcun elemento che possa provare il sospetto o la preoccupazione che l’inquinamento probatorio possa essere effettuato.
Mancanza delle esigenze della custodia cautelare per il primario Trianni e quindi la revoca degli arresti domiciliari. Revoca della misura che dispone il divieto di raggiungere la città di Lecce per l’avvocato Mario Ciardo. Puntando su questo, Oggi, davanti al tribunale del Riesame, sono state discusse anche le posizioni del medico e del legale, coinvolti nell’inchiesta e difesi rispettivamente dagli avvocati Stefano Chiriatti e Ladislao Massari.