BARI – Una delle voci che rientrano nell’aumento dei costi della nuova sede del Consiglio regionale pugliese è quella relativa al conto presentato dai progettisti. Inizialmente il compenso previsto era di 3 milioni di euro. Cinque varianti e 16 anni dopo è diventato di 11 milioni di euro.
Della vicenda ne abbiamo parlato nei mesi scorsi ma val la pena ricordarlo. Nel 2002, come detto, il compenso previsto per i progettisti è di 3 milioni di euro. Si aggiudica l’appalto lo Studio Valle di Roma. A quel punto però, la ditta Cutolo denuncia anomalie nell’affidamento della gara per la costruzione dei palazzi della Regione. Otto anni dopo, nel 2010 si bandisce nuovamente la gara, vinta dalla Ati composta dai Guastamacchia. I costi, da questo momento, iniziano a salire perché – dicono – il progetto necessita di essere aggiornato alle normative vigenti. Sale il costo totale dell’opera e, contestualmente, salgono anche le parcelle dei progettisti. Nel 2012 nuovi intoppi, nuove modifiche: servono nuove pensiline, nuovi ingressi e ci si rende conto che non servono più la fontana monumentale, la palestra, i campi da calcio e tennis. Si rimette mano al progetto, con delle varianti che nel corso di questi 16 anni diventano cinque. E si rimette mano al compenso, presentando un conto totale di 11,2 milioni di euro.
Intanto, però, è arrivata anche la sentenza della Corte di Appello che riconosce non solo il problema dei costi lievitati ma anche la turbativa d’asta, come denunciato da Cutolo. Ora i commissari dovranno risarcire la ditta che fece appello di 4 milioni di euro. Su questo si è acceso il faro della Corte dei conti, come Trnews vi riportò ad aprile scorso.
Ma ora i fari sono diventati molti: oltre ai già noti fascicoli aperti sui costi lievitati a 87 milioni dai 53 iniziali, oltre come detto alla turbativa d’asta e al conseguente risarcimento dovuto a Cutolo, oltre alle consulenze legali affidate sempre ad una persona, ci sono altri tre fascicoli aperti. Il primo riguarda le famigerate plafoniere, il secondo le 550 postazioni di lavoro in più di cui vi abbiamo parlato pochi giorni fa. Un terzo fascicolo è incentrato sulle opere inutili eliminate, come la fontana e i campi da tennis. Perché i magistrati vogliono capire se questo ha costituito uno sperpero di denaro pubblico perché ha causato altre varianti e altre spese. Un nuovo fascicolo, infine, riguarda le consulenze legali esterne. In questa voce ci sono non solo quelle relative alla nuova sede del Consiglio ma anche tutte quelle affidate in questi anni dalla Regione, bypassando l’avvocatura interna.