LECCE – (di Tonio De Giorgi) La vittoria contro il Crotone ha permesso al Lecce di proiettarsi ai piani alti della classifica, ma la squadra giallorossa ha rischiato di sciupare tutto sia per gli errori commessi sotto porta che per uno svarione del portiere Vigorito, colui che soprattutto nel primo tempo è stato un muro invalicabile per la squadra calabrese. “E’ più importante la vittoria perché attraverso le prestazioni arrivano i risultati – afferma il portiere giallorosso -, la prestazione di squadra è stata la costante di questo inizio campionato. Ci tenevamo tanto: da un po’ che non vincevamo in casa, era una vittoria che volevamo a tutti i costi, è stata una vittoria sofferta, ma sono sempre le più belle”. L’estremo difensore giallorosso ripassa velocemente le sue parate. “Quella su Rohden è stata difficile, ma per come è venuta quella propiziata da mio errore su Simy – ammette -, era una situazione estrema, ma che alleniamo sempre”. Liverani, nel dopo partita, ha subito rivisitato l’episodio con il diretto interessato. “Non si è soffermato tanto sull’errore tecnico, ma ha tenuto a ribadire il concetto nella gestione dell’ultima palla – dichiara -, ha ragione le partite si decidono per cose veramente sottili. Poi detta da lui, che ha giocato a grandissimi livelli, non può che essere un buon consiglio. Statisticamente forse soffriamo nel finale, però con il lavoro non possiamo che migliorare. Sarei più contento di prendere un gol come quello di Tonucci a Foggia che subirlo per una disattenzione. Personalmente, se può ancora migliorare Buffon a 40 anni, posso farlo anche io”. A Lecce sta vivendo una stagione in linea con le attese, non solo personali. “Ma non c’è voglia di rivalsa – precisa -, forse c’era l’anno scorso perché a Vicenza era stata un’annata negativa, così l’anno scorso mi sono prese le mie soddisfazioni. Ma questa di Lecce è un’avventura stimolante, quella della società giallorossa non è mai una chiamata qualsiasi. Spero di dare un contributo costante alla squadra”. Se a Frosinone l’obiettivo era quello di tornare in A, a Lecce il traguardo principale è la salvezza prima possibile. “E’ questo – continua -, è un campionato difficile in cui le retrocessioni sono rimaste quattro e con dei risultati positivi o negativi puoi balzare da una parte all’altra della classifica in un niente. Con il campionato del Frosinone della passata stagione non ci sono analogie: quella era una squadra costruita per vincere. Il Lecce, invece, ha cambiato tanto, ma se giochiamo da squadra siamo forti”. E nel posticipo di lunedì il Lecce si misurerà con il Pescara attuale capolista della Serie B. “Nei singoli è una squadra di qualità – conclude -, non ho un buon ricordo della formazione pescarese: fui espulso al 90′ per un rigore che non c’era in semifinale play off, fummo eliminati. Da martedì spero che i ricordi siano diversi”.