Acquatina, gli investitori: “Allerteremo Bruxelles. L’università ci ostacola”

FRIGOLE – “Abbiamo il sostegno completo di Comune e Regione. L’ostacolo più grande, paradossalmente, resta l’Università del Salento“. È lo sfogo amaro del gruppo di imprenditori pronti a investire 8 milioni e mezzo di euro e assumere 60 ricercatori e laureati con un progetto pronto per il bacino di Frigole. Un allevamento intensivo del gambero imperiale e altre specie ittiche di gran valore: è questo che immaginano, salvo poi dover optare per un clamoroso dietrofront che non scende affatto.

Allerteranno l’ufficio ispettorato di Bruxelles e questo perché il dipartimento UniSalento che ad Acquatina si occupa delle ricerche ” ci ha sbattuto le porte in faccia” dicono. “Un atteggiamento che non riusciamo a spiegarci -incalzano – e che si aggiunge ad altre scelte incomprensibili come il sopralluogo che ci è stato negato a fine giugno e l’avviso pubblico di manifestazione di interesse mai indetto, nonostante le sollecitazioni di Comune e Regione”.

L’ultimatum è chiaro, soprattutto per questioni di tipo pratico e burocratico. Gli investitori si dicono disposti ad aspettare fino a settembre, lasciando passare le vacanze estive. Poi quegli 8 milioni e mezzo saranno dirottati altrove.

Se di rispetto delle regole dobbiamo parlare -concludono- a Bruxelles chiederemo chiarezza proprio su questo, considerato il degrado in cui versa il bacino e l’ostruzionismo, ad oggi immotivato, che l’imprenditoria si ritrova a fronteggiare. Il tutto a discapito di Acquatina stessa.

E intanto la questione Acquatina sarà discussa domani in Consiglio Comunale. Il capogruppo del Pd Antonio Rotundo ha infatti presentato un’interrogazione con la quale si chiede di sapere: quale sia lo stato dell’arte del lavoro congiunto tra Comune, Regione e Università e quale valutazione si ritiene di dover esprimere sul progetto presentato dai privati. Inoltre quali iniziative il sindaco intende assumere affinché, nel rispetto delle procedure previste dalle leggi, si possa prevedere che accanto alla ricerca ci possa essere l’intervento di capitali privati.

 

 

 

 

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