MELPIGNANO- E’ il simbolo della lotta alla mafia nei campi. Non la mafia della coppola, ma quella che si fa imprenditrice, che bluffa con le carte e si presenta pulita, per intascarsi milioni di euro provenienti dall’Ue. Quei soldi che dovrebbero andare ai contadini veri, agli agricoltori, pastori, ai giovani che vogliono restare al Sud e farlo a testa alta.
Giuseppe Antoci, siciliano, ex presidente del Parco dei Nebrodi, ora è anche cittadino del Salento. Il Comune di Melpignano, venerdì sera, gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Un modo per dirgli che non è solo, che può contare anche sulla forza di un’altra comunità che gli sta accanto, per far sapere che questa non è più solo la battaglia di Antoci, ma dell’Italia che crede nella legalità, a partire dall’elemento primario, la terra.
Emozionata Piazza San Giorgio, che ha ospitato anche la figlia di Renata Fonte, Sabrina Matrangola. La proposta della cittadinanza onoraria, avanzata dalla vicesindaca con delega all’Ambiente Valentina Avantaggiato, è stata sposata dal sindaco Ivan Stomeo e da tutto il Consiglio all’unanimità, maggioranza e opposizione. Tante persone hanno voluto stringere la mano a quello che Camilleri ha definito “un eroe dei nostri tempi”, insignito da tanti riconoscimenti. “E credetemi – ha detto lui – qui sono emozionato come quando ho ricevuto l’encomio solenne dal Presidente della Repubblica”. 
Il protocollo che porta il suo nome, applicato in Sicilia già dal 2015, è stato recepito in pieno nel nuovo Codice Antimafia, il 27 settembre scorso. Prevede che le aziende che puntano ad accaparrarsi i terreni agricoli demaniali, usufruendo dei fondi europei, debbano presentare non autocertificazioni ma informazioni antimafia rilasciate dalle Prefetture.
Così è stato rotto il gioco delle cosche di Cosa Nostra e sono fioccati i sequestri e le confische. Così, dopo i decreti attuativi approvati nelle scorse settimane, anche le altre regioni hanno strumenti di controllo seri. Minacce continue e un attentato in pieno stile mafioso sono costati ad Antoci un regime di scorta tra i più restrittivi. Dopo il cambio di presidenza alla Regione Sicilia, la politica, di destra e sinistra, lo ha lasciato solo. La gente no. Né nei Nebrodi né nel Salento.
