BRINDISI- Gli ispettori della Commissione Ue, in Puglia per capire di più sulla vicenda Xylella, hanno incontrato in mattinata a Brindisi, presso la sede della Regione, olivicoltori e volontari, compresi i rappresentanti di fronti tra loro molto distanti.
In un documento consegnato al delegazione guidata dall’ungherese Pete Nandor, Coldiretti Lecce, Taranto e Brindisi ha chiesto che “anche l’UE faccia la sua parte, a partire dai gravosi costi per i monitoraggi”. La stima dei danni per le aziende fatta dall’organizzazione di categoria supera il miliardo di euro. “Vanno previste linee di sostegno attraverso progetti a finanziamento diretto di Bruxelles e sui terreni vocati vanno prefigurate straordinarie assegnazioni extra di autorizzazioni di impianto vigneti”, ha detto il presidente regionale Gianni Cantele. “Innesti per salvare gli olivi monumentali – ha continuato – e lo studio della biodiversità rappresentata dalle piante selvatiche nate da incroci spontanei sono temi di sicuro interesse e di concreta speranza. Ma sono stati sviluppati fino ad oggi grazie all’impegno volontario di iniziativa privata e ricercatori”.
Contestata dalle associazioni la stima di 10 milioni di ulivi infetti nel Salento fatta da Coldiretti. “Come rappresentanti delle associazioni di cittadini attivi – ha ribadito Luigi Russo, alla guida del Forum del terzo settore – abbiamo innanzitutto chiesto agli ispettori che esigano chiarezza sulla reale entità del fenomeno chiamato epidemia di Xylella fastidiosa: chiediamo, ad esempio, che siano resi pubblici i 10 milioni di “rapporti di prova” che dovrebbero dimostrare la positività di tutti gli ulivi del Salento. Gli unici numeri veri sono quelli dei monitoraggi della Regione Puglia nella zona di contenimento e zona cuscinetto (440.000, di cui 5.000 positivi, ossia l’1,3 per cento), mentre per la cosiddetta zona infetta l’unico riscontro inattaccabile è quello effettuato da una società multinazionale nella zona tra Lecce e Otranto, dove sono state effettuate 404 analisi e solo 3 alberi sono risultati positivi, ossia lo 0,74 per cento. In secondo luogo abbiamo diffidato, anche davanti agli ispettori europei, coloro che ancora pensano di fare accettare forzatamente l’utilizzo dei pesticidi, e anzi abbiamo ricordato agli Ispettori che è dovere della Commissione Europea, come delle autorità italiane e regionali, tutelare prioritariamente la salute dei propri cittadini, prima delle logiche industriali o affaristiche o di presunta emergenza”.