LECCE- La procedura penale e la cultura classica. Due mondi opposti, solo apparentemente. Perché l’animo umano e sue passioni portano ad azioni che spesso finiscono poi nelle aule dei tribunali. Nell’Aula Magna della Corte d’Appello di Lecce il mondo della giustizia si è incontrato con gli studenti del liceo classico palmieri con la simulazione di un vero processo, quello a due donne simbolo di crimini, Medea e Tess d’Uberville.
I ragazzi, di fronte al Presidente della Corte d’Appello Roberto Tanisi, che ha poi emesso la sentenza, hanno interpretato i ruoli di imputati, difensori e accusatori. Il progetto è stata la fase conclusiva del progetto Dike, rivolto ai giovani, e che ha lo scopo di ricostruire l’attualità dei classici , ma anche la legge e la legalità.