MELENDUGNO- Finisce sotto chiave un pezzo del cantiere Tap, quello che ricade nell’area Le Paesane, a Melendugno. I sigilli sono stati apposti alle 23 di ieri dai carabinieri del Noe e della Forestale, che hanno notificato alla multinazionale il provvedimento di sequestro probatorio a firma del pm Valeria Farina Valaori e del procuratore capo Leonardo Leone De Castris. In questa inchiesta bis, Clara Risso, legale rappresentante di Tap, risulta indagata per i reati di opere eseguite in assenza di autorizzazione; distruzione e deturpamento di bellezze naturali; distruzione o deterioramento di piantate di alberi; abusivismo in aree sottoposte a vincolo.

Su questi aspetti si sono concentrati la diffida del sindaco Marco Potì e l’esposto dei parlamentari del M5s Diego De Lorenzis, Daniela Donno e Leonardo Donno. Ieri, però, al momento dei sigilli, erano già stati espiantati tutti e 448 gli alberi, tre dei quali distrutti perché risultati affetti da Xylella. Tutti gli altri erano stati già collocati in vaso e sistemati in un’area attigua a quella che sarà la futura pista del cantiere. Come custode giudiziario è stato nominato il capo cantiere, che questa mattina in Procura ha incontrato i pm per concordare come proseguire nelle cure agronomiche sulle piante.
“Tap – commentano dalla società -, nella convinzione di aver operato nel pieno rispetto delle disposizioni legislative in materia e delle autorizzazioni ricevute, ribadisce l’assoluta fiducia nella magistratura e fornirà tempestivamente alla Procura tutti i chiarimenti necessari volti ad ottenere il dissequestro dell’area”. Nel pomeriggio, intanto, quella sotto chiave è passata da sessanta a quattro ettari, coincidente con quella recintata dalla multinazionale, mentre è stata restituita la restante parte al proprietario privato in quanto zona non interessata dai lavori.
Il sequestro riguarda un’area di 60 ettari, diversa rispetto a quella di San Basilio dove i lavori per lo scavo del pozzo di spinta proseguono. Per i pm, si tratta “in astratto di violazione alla prescrizione Via” e vanno verificati almeno due aspetti. Il primo punta ad accertare se le particelle interessate ricadono in “zona di notevole interesse pubblico“, come emerso dall’informativa della Forestale ma è stato omesso nell’autorizzazione con cui, il 14 marzo scorso, la dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico ha accolto la richiesta presentata dalla società di variante in corso d’opera, per eseguire i nuovi espianti e reimpianti dal 24 aprile al 15 luglio.
Oltre al vincolo paesaggistico, c’è il secondo profilo: stando alle prescrizioni, gli alberi potrebbero essere spostati tra dicembre e febbraio e quindi va verificato “in loco se l’espianto e il reimpianto degli ulivi in periodo diverso da quello autorizzato sia compatibile con le esigenze agronomiche sottese alla originaria autorizzazione”.