Tap, l’attivista arrestato torna a casa, il giudice concede i domiciliari. Oggi la direttissima

LECCE- L’arresto in flagranza la scorsa notte e dopo poche ore il processo per direttissima con la convalida dell’arresto e la concessione dei domiciliari. Torna a casa Saverio Pellegrino, 52 anni di Andrano, l’attivista No Tap bloccato dalla polizia dopo gli scontri avvenuti nelle vicinanze del cantiere di S. Basilio nella notte tra mercoledì e giovedi, in attesa del giudizio nel merito con l’udienza fissata al 19 aprile. Pellegrino, destinatario di un foglio di via che lo avrebbe dovuto tenere lontano da Melendugno, risponde di resistenza a pubblico ufficiale, getto pericoloso di cose, inottemperanza al foglio di via obbligatorio, lesioni aggravate a pubblico ufficiale. È comparso in mattinata davanti al giudice Marcello Rizzo nell’udienza per direttissima. Il suo avvocato Carlo Sariconi ha chiesto e ottenuto i domiciliari contrariamente al parere del pm Roberta Licci, affiancata in aula dal pm Guglielmo Cataldi, che chiedeva invece la detenzione in carcere. L’arresto è avvenuto dopo gli ennesimi disordini davanti al cantiere di San Basilio e dopo una sassaiola in seguito alla quale quattro agenti del Reparto Mobile di Reggio Calabria avevano riportato una serie di lesioni e contusioni e lui aveva delle pietre nelle tasche. Temendo disordini e proteste degli attivisti No Tap, come accaduto mercoledi mattina davanti alla Questura e al carcere, il tribunale è stato presidiato dalle forze dell’ordine, ma tutto si è svolto regolarmente. 

 

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