“No alla giustizia fai da te”: le ronde rischiano di fare più danni

CASTRO- La psicosi è così elevata che dappertutto su Whatsapp circolano video come questo girato a Castro, frammenti di registrazioni di telecamere di videosorveglianza che immortalano passanti sospetti. E poi foto di auto ritenute ambigue, tutte rigorosamente con i vetri oscurati. E una paura che alimenta il sistema parallelo di controlli, quello delle ronde, a cui il prefetto Palomba ha chiesto di porre fine.

E’ a Castro che è nata l’idea, prima lanciata su Fb da un ex consigliere comunale e poi raccolta da decine di cittadini che il pomeriggio si ritrovano per pattugliare il paese. Fino, però, ad arrivare all’inverosimile, come accaduto mercoledì sera. Parte la segnalazione: un ragazzo con volto coperto da passamontagna tenta di entrare in una casa; circa 200 persone si mobilitano alla ricerca di chissà chi. Qualcuno allerta i carabinieri del fatto che nelle campagne alcuni cittadini abbiano bloccato una Golf, quella protagonista dell’inseguimento di poco prima. Lo spiegamento di forze è imponente e pattuglie arrivano anche da Alessano e Salve. Alla fine si scopre che erano dei ragazzi di Spongano andati a Castro a curiosare e che la segnalazione è arrivata da una signora, che per un momento avrebbe intravisto un ragazzo con il cappello curiosare nel giardino di casa sua, poi sparito poco dopo.

Anche per porre un freno al fenomeno ronde, sabato pomeriggio si terrà un incontro aperto a Spongano: le amministrazioni e le forze dell’ordine incontreranno i cittadini.

 

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