Campagna elettorale in cambio di posti di lavoro? E’ bufera sull’assessore regionale Mazzarano. Dimissioni “da valutare”

BARI – Non c’è pace nel palazzo presidenziale di Lungomare Nazario Sauro. Un’altra tegola si è abbattuta, questa sera, sul governatore. Questa volta riguarda l’assessore allo Sviluppo Economico Michele Mazzarano.

Nel programma di Canale 5, Striscia La Notizia, infatti, è stata diffusa una testimonianza di un presunto collaboratore dell’assessore. L’uomo, padre separato con due figli, avrebbe siglato con Mazzarano un accordo “elettorale”: lui avrebbe fatto campagna elettorale, affittando un locale e lavorando all’elezione, e l’assessore avrebbe sistemato i due figli. Nel corso del servizio è stata riportata una conversazione avvenuta tra i due protagonisti della vicenda. Qualche mese dopo le elezioni del 2015, uno dei due figli ha trovato lavoro in una azienda che lavora per l’Ilva, l’altro no. E allora il padre sarebbe andato da Mazzarano – dopo avergli scritto una lettera tramite l’avvocato – per battere cassa e farsi restituire i soldi dell’affitto del locale. “Tu l’ultima volta che ci siamo visti che mi hai detto? – dice Mazzarano nell’audio registrato – Che non ti trovi bene? Che vuoi l’indeterminato. E fammi lavorare all’indeterminato. Chiederemo a XXX di assumerti. Ti posso dire, come ho fatto per il primo figlio, devo impegnarmi per l’altro. Punto. Te lo sistemo l’altro – dice con tono adirato Mazzarano – dammi il tempo! L’altro te l’ho sistemato o no? Non lo caccerà più nessuno di là anche se non ha l’indeterminato. Quando arriverà il momento che quello potrà fare qualche assunzione, il nome di tuo figlio lo darò.  All’lva dove sta lui due ne ho fatti entrare. E quando non ci conoscevamo, otto ne ho messi là dentro. Otto. Tutti in una volta”.

Mazzarano non ha replicato ma – è stato aggiunto nel servizio – ha spiegato di essere stato vittima di estorsione, tanto da aver presentato denuncia il giorno stesso visto che i carabinieri erano nella stanza accanto proprio per ascoltare il tutto. L’avvocato – ha aggiunto, però, Pinuccio – ha fatto sapere a Striscia che la denuncia è stata fatta ma solo ora. Quale sia la verità, lo si capirà nei prossimi giorni. Fatto sta che questa nuova bufera non lascia indifferente il governatore. Nel palazzo presidenziale stanno già approfondendo la vicenda, perché così come raccontata, se confermata, sarebbe pesante. Se ne riparlerà domani, naturalmente valutando anche eventuali dimissioni di Mazzarano, ammesso che non lo stia già facendo lui stesso. Non è la prima volta che, per indagini o per questioni di opportunità, Emiliano debba rinunciare ad un assessore della giunta. Il primo fu Liviano, dimessosi perché fu sospettato di aver assegnato incarichi ad una azienda amica (notizia risultata poi falsa). Poi è stata la volta di Gianni Gianni e di Filippo Caracciolo, dimessisi dopo essere stati coinvolti in indagini della Procura. Ora, sulla graticola, potrebbe finire Mazzarano.

 

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