Trivelle, è lotta contro il tempo per bloccare le 16 autorizzazioni. Ma i parlamentari disertano l’incontro con Legambiente

BARI – Sono 16 i permessi di perlustrazione petrolifera al largo delle acque pugliesi che, ad oggi, attendono il via libera dal Ministero. Quattro di questi hanno già ottenuto in mese la Via e riguardano complessivamente tutto il Salento, da Brindisi a Leuca. Altri 4 attendono la Vas e 8 sono in attesa di approvazione. E’ una corsa contro il tempo, dopo il respingimento dei ricorsi da parte del Consiglio di Stato, la palla passa al nuovo Parlamento. Ma dei 62 neo senatori e deputati, convocati da Legambiente per studiare la linea comune, non si è presentato nessuno all’infuori di sei eletti grillini nel foggiano. “Rappresento il Pd pugliese, evidentemente per ora sono sufficiente io” ha commentato il governatore Michele Emiliano.

Il problema, però, come si diceva, c’è perché è lì dove le perlustrazioni con l’airgun sono state autorizzate che bisogna cambiare la legge: in Parlamento, appunto. La speranza, a questo punto, è che nei prossimi incontri la presenza dei parlamentari sia più consistente così da porre in essere al più presto le iniziative necessarie. Regione, Province, Comuni e associazioni, presenti, invece, all’incontro, hanno messo a punto tre azioni da portare subito a Roma. La prima prevede lo stop all’uso dell’airgun: “Questa tecnica – ha spiegato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – ricordiamo che è stata fortemente criticata dalle associazioni ambientaliste e dalla comunità scientifica, per gli effetti negativi sulla fauna marina e sulla pesca. Bisogna riprendere quel disegno di legge di divieto dell’airgun, già presentato da un gruppo di parlamentari nel lontano maggio 2015 – ha aggiunto – ma poi abbandonato in seguito all’approvazione della legge sugli ecoraeti”. La seconda richiesta è quella di ripristinare il piano delle aree, cancellato dalla legge di stabilità, e che consente di avere il quadro completo delle istanze di richiesta sul territorio regionale così da evitare la concentrazione eccessiva delle stesse e l’ultima è rivolta alla Regione per farsi portavoce di una Vas transazionale che consideri l’impatto delle piattaforme petrolifere anche degli altri paesi costieri. “Non esiste, è un passaggio politico – ha spiegato il governatore Emiliano -. Ci auguriamo e si farebbe prima, e per questo la Puglia è disponibile ad una alleanza con qualunque forza politica che sostenga questo punto programmatico, che il nuovo Parlamento possa legiferare in materia addirittura secondo me, come era stato inizialmente immaginato da alcuni prevedendo come ecoreato l’utilizzo dell’airgun. In secondo luogo – ha proseguito – ci auguriamo anche che, nel frattempo, il Ministero dello Sviluppo Economico non conceda più autorizzazioni alla ricerca di idrocarburi  sospenda quella che ha già emesso in atteso del pronunciamento del nuovo Parlamento”.

Richieste, compresa quella della moratoria, possibili visto che, si è ricordato, Francia e Croazia dopo il referendum italiano l’hanno approvata.

 

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