Quando si investe in azioni, tante sono le strade tecniche che l’investitore potrebbe perseguire: si pensi alla possibilità di acquistare direttamente quote societarie rilevando dei titoli di partecipazione, oppure alla possibilità di investire in fondi o ETF azionari, oppure ancora in opzioni binarie o CFD su specifici titoli o indici, e così via. Ma quale è la strada migliore? Conviene investire in singole azioni possedendole direttamente nel proprio dossier titoli, o è meglio investire in modo derivato?
Acquisto diretto di azioni: il peso delle imposte
Naturalmente, non è sintetizzabile un riscontro preciso ai quesiti di cui sopra, anche se leggendo l’ottima guida di Migliorbrokerforex.net sul trading di azioni riuscirete probabilmente a disporre di qualche informazione in più. Molto dipende dal vostro livello di conoscenze, competenze, propensione al rischio, obiettivi di rendimento e… tanto altro ancora. C’è però qualche aspetto che potrebbe aiutarvi a valutare con maggiore consapevolezza tutte le alternative, permettendovi di avvicinarvi al comparto con più raziocinio.
In primo luogo, ricordate che acquistare “direttamente” le azioni, ovvero riporre le azioni acquistate sul proprio portafoglio, comporta dei costi più o meno elevati. In particolare, sui depositi titoli grava un’imposta di bollo pari allo 0,20% annuo, a valere su tutti gli strumenti finanziari custoditi nel deposito titoli, azioni comprese.
A ciò si aggiunta l’imposta sulle rendite finanziarie, o capital gain si tratta di un’imposta sulla differenza tra il prezzo di vendita e di acquisto di un prodotto finanziario, che è calcolato nella misura del 26% sulle azioni (anche sui dividendi). Ulteriormente, al fine di inquadrare il complessivo peso di costi e oneri fiscali sul deposito titoli e sul trading di azioni, dovrete tenere in considerazione anche le commissioni che vengono percepite dall’intermediario / banca ogni qual volta di realizza un ordine di acquisto e di vendita, generalmente calcolate in misura variabile, con un minimo fisso.
L’investimento in CFD
Di contro, l’investimento in CFD azionario non determina i costi fiscali di cui sopra, per la semplice ragione che andando a investire in un contratto per differenza su sottostante azionario non si acquista effettivamente l’azione, ma la si utilizza come parametro di riferimento per determinare il valore della propria previsione. Il che, in fin dei conti, apre le porte a molteplici riflessioni anche in ordine al rendimento atteso: capital gain e dividendi nel caso di un acquisto diretto di azioni, differenziale tra prezzo di apertura e di chiusura nel caso di CFD, eventualmente amplificato dall’uso di una leva finanziaria.
Proprio per questo motivo generalmente l’investimento in CFD azionari ha un livello di aleatorietà ancora maggiore del già rischioso investimento in specifiche azioni. E proprio per questo motivo il nostro suggerimento non può che essere quello di investire in CFD azionari (ma la regola può ben valere per qualsiasi asset e strumento finanziario) solo al termine di un’attenta pianificazione strategia che possa ben supportare la convenienza (o meno) a inserire nel vostro portafoglio una simile esposizione al rischio.