LECCE- “Così facendo, l’agenzia regionale per i rifiuti alimenta inspiegabilmente il contenzioso”. È la replica che l’avvocato Luigi Quinto, difensore della società Progetto Ambiente, indirizza all’Ager dopo le cinque sentenze del Tar di due giorni fa con cui sono stati respinti i ricorsi proposti da 97 Comuni della provincia di Lecce contro i provvedimenti di determinazione della tariffa di smaltimento dei rifiuti nell’impianto pubblico di produzione di Cdr.
Resta la vecchia tegola di 30 milioni di euro che gli enti locali potrebbero dover sborsare. Nei giudizi si sono contrapposti i ricorsi dei Comuni che hanno contestatola tariffa di 112,93 euro del decreto e quelli della società che chiedeva un aumento tariffario di 125; nelle more, la società ha dichiarato di aver concordato con i soli Comuni dell’ARO 7 le controversie, stabilendo una tariffa di 125 euro. “Non tutti i Comuni hanno accettato le transazioni – ha detto il commissario Ager Gianfranco Grandaliano – e i citati accordi sono inefficaci sia perché redatti per esercitare le funzioni del Commissario che, per legge, determina le tariffe, e sia perché condizionati all’adesione di AGER (clausola che provava ad aggirare la tariffa già fissata)”. Quella tariffa, insomma, a suo avviso, è troppo onerosa per i Comuni che non dovrebbero pagare nulla al momento perché è tutto ancora nel limbo.
“Sono sorpreso – dice Quinto – e non credo che faccia differenza per le amministrazioni individuare il colpevole degli aumenti tra ATO e Ager, quanto piuttosto conoscere la somma da pagare e i tempi per rientrare del debito. Il Commissario dell’Ager sa bene che il TAR di Lecce si è pronunciato solo sul ricorso dei Comuni, respingendolo e stabilendo che la tariffa non possa essere inferiore a 113 euro per tonnellata di rifiuto smaltito, ma lo stesso Tar non si è espresso sul ricorso proposto dalla ditta che ha trasmesso ad altro Giudice per competenza”.
A suo avviso, dunque, “rimangono aperte tutte le questioni poste dal gestore che potrebbero far ulteriormente lievitare la tariffa e quindi l’arretrato per i Comuni”. Da qui l’auspicio/appello: “l’Ager sia uno strumento di facilitazione delle transazioni tra gestore e Comuni e non un ostacolo” .