LECCE- Il decreto del Ministero delle Politiche agricole è pronto, ma il bando regionale per il Psr ancora non è stato pubblicato: tuona Coldiretti Lecce per cui “l’alibi della mancata pubblicazione del decreto sulle “Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di Xylella fastidiosa” che consente il reimpianto nell’area infetta non regge più”.
Il Decreto è stato firmato dal ministro, mentre il bando relativo agli investimenti dedicati all’area infetta per il miglioramento fondiario non è ancora stato completato. “Per cui rischiamo – dicono dall’organizzazione – che l’attimo dopo la pubblicazione del Decreto non avremo lo strumento confezionato e pronto ad aprire le procedure. Stessa situazione per la misura utile al ripristino del capitale fondiario. Anche in questo caso non è ancora pronto lo strumento operativo”.
“La burocrazia sta dando il colpo di grazia alle imprese agricole salentine – incalza il Direttore di Coldiretti Lecce, Giuseppe Brillante – anche sul fronte delle domande per la richiesta di risarcimento dei danni causati da Xylella fastidiosa e l’accesso alle risorse del Fondo di solidarietà nazionale, come da decreto legislativo 102/2004. Il rimpallo tra Regione Puglia e Comuni ha ingigantito la voragine dei ritardi. L’iter che doveva essere chiuso 90 giorni dopo la pubblicazione del Decreto ministeriale di riconoscimento della calamità naturale, ovvero entro dicembre 2015, non è ancora stato completato. Se i Comuni non chiuderanno l’istruttoria delle domande entro marzo 2018 e non saranno spese tutte le relative risorse entro il 3 agosto 2018, gli 11 milioni di euro destinati alle imprese agricole salentine, rimaste senza reddito da 4 anni per colpa della Xylella, dovranno essere restituiti allo Stato, una inaccettabile beffa per i coltivatori che hanno subito un danno superiore al 30% della produzione lorda vendibile”.
La Coldiretti Lecce ha anche scritto agli 83 sindaci della provincia di Lecce per sollecitarli a completare l’istruttoria delle domande e procedere al pagamento delle provvidenze contributive alle circa 900 imprese agricole rispetto alle 1.500 inizialmente richiedenti e dare finalmente una prima risposta concreta al grave disastro che ancora oggi sta interessando il sistema agricolo salentino.