LECCE- Nel momento in cui riprende a crescere anche a Lecce il sovraffollamento del carcere, uno strumento valido che potrebbe servire davvero a calmierare le presenze dietro le sbarre non si trova. È il paradosso dei braccialetti elettronici, che in provincia di Lecce risultano “indisponibili”: non ce ne sono.
Era stato il presidente della Corte d’Appello Roberto Tanisi a sottolinearlo, nella sua relazione redatta in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario: “viene segnalata – aveva scritto – la sostanziale non applicazione dell’art. 275 bis cpp che prevede la misura degli arresti domiciliari con procedure di controllo mediante mezzi elettronici o altri strumenti tecnici (cd braccialetti elettronici), attesa la ricorrente verificata indisponibilità dei medesimi al momento della decisione. Ovvio che tale indisponibilità incide sulla decisione da assumere e costringe ad applicare la custodia in carcere anche quando le esigenze cautelari potrebbero essere soddisfatte con questi dispositivi”.
Un passaggio che sa di assurdità, specie alla luce del fatto che, come confermato dai presidenti delle Sezioni di Sorveglianza, la popolazione del penitenziario di Borgo San Nicola ha ripreso a crescere: passato l’effetto dello “svuota-carceri” si è quasi punto e daccapo in tutte le case circondariali del distretto di Lecce, per quanto si sia ancora lontani dai livelli di qualche anno fa.
A Lecce la situazione potrebbe sì migliorare. Non è detto, tuttavia, che il nuovo padiglione da 200 posti servirà ad accogliere i detenuti già presenti nella struttura. Perché qui, infatti, potrebbero anche essere spostate persone ristrette altrove.