La salute disuguale: a Lecce si vive un anno in meno di Firenze

LECCE-  L’aspettativa di vita per chi nasce a Lecce è di 82,97 anni. A Brindisi si abbassa a 82,5. A Taranto ancora di più: 82,49, il dato più basso di Puglia. E’ molto o è poco? È meno di Bari, dove in media si vive fino a oltre 83 anni, e solo Lecce supera il dato regionale di 82,83. E’ molto meno della città italiana in cui si vive più a lungo, Firenze, dove si superano gli 84 anni. Ma anche molto di più rispetto a dove si sta peggio, la Campania, dove mediamente gli uomini vivono 78,9 anni e le donne 83,3.

È la fotografia che scatta Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, progetto nato a Roma presso l’Università Cattolica. Quello che emerge è la netta disuguaglianza di salute in Italia, con cure che vengono garantite in maniera disomogenea così come l’assistenza, per quanto il nostro sia ritenuto uno dei migliori servizi sanitari d’Europa.

Nella foto in chiaro-scuro, è evidente l’evoluzione: la dinamica della sopravvivenza, tra il 2005 e il 2016, fa sprofondare Campania, Calabria e Sicilia, mentre Puglia e Abruzzo sono stabili.  A segnare la differenza non è solo il territorio: è anche il livello di istruzione, perché vive di più chi ha conseguito una laurea; è anche il fattore economico e culturale che incide sugli stili di vita e sulla scelta di rinunciare a curarsi.

“I dati – commenta l’Osservatorio – testimoniano senza dubbio che la sfida futura del Ssn sarà quella di contrastare le persistenti disuguaglianze con interventi e politiche urgenti. Tra questi i più rilevanti dovranno riguardare l’allocazione del finanziamento alle Regioni, attualmente non coerente con i bisogni di salute della popolazione; l’accessibilità alle cure, ancora molto difficile per alcune fasce di popolazione, da risolvere con soluzioni mirate a mettere in rete tutte le strutture, ospedaliere e territoriali, e governare centralmente gli accessi in base all’appropriatezza degli interventi e all’urgenza degli stessi”.

 

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