I fascisti di CasaPound ci credono: “entreremo in Parlamento”

LECCE – Diffidano dei sondaggi che li attestano tra lo 0,5 e lo 0,8 per cento, sono certi di poter superare la soglia di sbarramento e di entrare in Parlamento. Da fascisti dichiarati. Dopo oltre 70 anni. I militanti di Casapound si ritrovano a Lecce per ascoltare il loro leader nazionale, Simone Di Stefano, arrivato per esporre il cuore della propria proposta politica: uscire dall’euro e dall’Europa. “Su questo -annuncia- ci sarà appoggio ad un eventuale governo di centrodestra. Su questo e su interventi puntuali, non su tutto”.

Nessun apparentamento. Per il momento, dunque, si viaggia da soli. È quello che viene ribadito alla platea, folta, dell’Arthotel di Lecce, mercoledì sera. Etichettato come truffa il centrodestra che supporta Berlusconi, come bugiardo Renzi, come incapaci di fare opposizione i 5stelle.

La bandiera italiana, il motto “prima gli italiani”, fuori un cordone di forze dell’ordine ma nessuna contestazione.

Non ci sono solo persone di mezza età. Ci sono molti giovani. D’altronde, al di là dell’avvocato Felice Lecciso, tutti i candidati hanno meno di 31 anni: Andrea Pizzileo, Pierpaolo Giuri, Serena Grasso, Emmanuela Florino, Matteo Centonze.

Nel Salento, Di Stefano espone la sua visione anche di questo territorio. Ed è netto: no al gasdotto, si ad infrastrutture che però siano pubbliche. E nessuna remora, si diceva, a dirsi fascisti: “Ha ancora senso dirsi fascisti. Noi – spiega Di Stefano – guardiamo a quello che c’è stato di buono dell’esperienza di 80 anni, lo stato sociale che ha garantito. Critichiamo gli errori del passato, non proponiamo lo stato autoritario, non le leggi razziali, non proponiamo niente contro la democrazia, ma guardiamo a ciò che di buono è stato fatto e lo vogliamo riportare nel 2018″.

 

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