Cronaca

Twiga, scatta il sequestro preventivo. La perizia: in quell’area non si può costruire

OTRANTO- Un nuovo sequestro, questa volta preventivo, per lo stabilimento ex Twiga di Otranto. Si aggiunge al sequestro probatorio deciso dalla Procura di Lecce il 16 maggio scorso. La struttura in località “Cerra” è finita al centro degli accertamenti del pm Antonio Negro, che ha ipotizzato i reati di abusivismo edilizio e occupazione abusiva del demanio marittimo e che alla luce della voluminosa perizia tecnica del consulente nominato dalla Procura ha chiesto e ottenuto dal gip Toriello il nuovo sequestro. L’ingegnere Pierpaolo Fiorentino conferma il fatto che su quel tratto non si sarebbe potuto costruire e che le opere sono in netto contrasto con il piano regolatore del comune di Otranto. L’area è quindi inedificabile. Già il Tribunale del Riesame aveva negato il dissequestro di fatto annullando l’evento di inaugurazione previsto lo scorso giugno. Quattro le persone iscritte nel registro degli indagati: l’imprenditore Mimmo De Santis, presidente del cda della società, e il sindaco di Otranto Pierpaolo Cariddi, nella sua veste di progettista dell’opera, Emanuele Maria Maggiulli di Torino e Giuseppe Tondo di Otranto.

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