BRINDISI – Un blitz alle prime luci dell’alba quello effettuato dai carabinieri del comando provinciale di Brindisi, frutto di un’inchiesta avviata nel febbraio scorso e conclusasi ad agosto. 15 gli arresti scattati fra i Comuni Fasano, Oria, Brindisi e Catania. Uno dei destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare risulta tuttora irreperibile.
Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo dei reati di detenzione e cessione in concorso di sostanze stupefacenti e ricettazione, tentata estorsione, rapina, detenzione e porto abusivi di armi da fuoco. A finire in manette sono: Paolo Chiarella, Carlo Cofano, i fratelli Italo e Giuseppe Loré, i cugini Antonio e Roberto Ferlito, Armando Corsa, Francesco D’Urso, Giovanni Rizzato, Antonio Signorile, Pietro Vergaro, Walter Margherito, Onofrio Margaritondo e Roberto Nigro.
L’inchiesta da cui tutto è partito ha permesso di individuare due distinti gruppi dediti al traffico di sostanze stupefacenti provenienti dall’Albania. Le figure considerate di primo piano, in quanto leader dei due gruppi, sono Rizzato e Margherito. I cugini catanesi Ferlito, in sostanza, a Brindisi portavano l’ashish ricevendo in cambio la marijuana.
Nel corso delle indagini sono state arrestate poi quattro persone in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Inoltre sono stati sequestrati complessivamente 800 chilogrammi di marijuana: per il trasporto dall’Albania alle coste salentine venivano impiegati i natanti (uno dei gommoni è risultato in uso a D’Urso), i Tir invece per il trasporto in ambito nazionale.
Per una partita di droga non pagata è stato ricostruito anche un episodio di tentata estorsione con uso di armi da sparo: l’episodio si è consumato in campagna, alle porte di Brindisi, lo scorso aprile. Sarebbe stata la vendetta del brindisino Walter Margherito, arrestato appunto con l’accusa di estorsione: nel mirino l’auto del debitore.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip Stefania De Angelis, su richiesta del pm Valeria Farina Valaori prima del trasferimento a Lecce.