LECCE- Non si conosce appieno quanto il fenomeno sia esteso nel Salento, perché c’è tanto sommerso. Non si ha ancora una chiara geografia dei servizi a disposizione. Di sicuro manca un piano organico per affrontare quella che è una malattia crescente, l’Alzheimer. Da qui la necessità di partire con una programmazione seria, integrando pubblico e privato, perché si è ancora all’anno zero.
In mattinata, nel centro Le Sorgenti, la Comunità Emmanuel ha chiamato a riflettere sul tema operatori e istituzioni, perché bisogna iniziare a conoscere davvero la portata della questione, a potenziare e diversificare l’offerta dei servizi, saper preparare le persone affette da demenza ma anche i loro familiari.
E’ in questa struttura, lungo la Lecce-Novoli, che è attivo uno dei centri diurni per l’Alzheimer: tutti i giorni, dalle 9 alle 16, decine di anziani colpiti dalla malattia vengono seguiti, stimolati a recuperare le proprie capacità cognitive, a non perdersi di più, attraverso corsi di cucito e cucina, attività di canto, psicomotricità , musicoterapia, ginnastica di gruppo e molto altro.
Anche ai Comuni, alle prese con una popolazione sempre più anziana, spetterà proporre, pianificare, trovare risorse, guardando alle migliori esperienze già in atto in Italia.