Palazzo Comi ai privati, la Provincia revoca il bando fatto anche per il circolo cittadino

LECCE- La battaglia è durata anni ed è stata complicata, ma alla fine l’hanno spuntata loro: i cittadini. La Provincia di Lecce è stata costretta al passo indietro sul bando che per trent’anni avrebbe affidato a privati Palazzo Comi, a Lucugnano di Tricase, oltre che il circolo cittadino di Piazza Sant’Oronzo a Lecce.

La determina di annullamento in via cautelativa della procedura è stata firmata nelle scorse ore dal direttore generale Giovanni Refolo. Lo ha comunicato il presidente Antonio Gabellone al gruppo consiliare di opposizione, che aveva chiesto la convocazione di un Consiglio provinciale sul tema.

Il bando congiunto per due beni così diversi risale al 2014 con l’idea di “creare due poli strategici, il primo nel capoluogo, il secondo baricentrico, per lo sviluppo del turismo”. I cittadini di Lucugnano e del Capo di Leuca, però, costituitisi nel Comitato Pro Palazzo Comi “Casa della Cultura”, hanno fatto le pulci ad ogni atto, portando a galla le incongruenze: a Lucugnano, il primo piano, che ospita sia la casa museo del poeta sia il fondo più prezioso della sua biblioteca, sarebbe andato in concessione ai privati senza nessun interessamento a monte dell Soprintendenza Archivistica e Bibliografica, che l’11 dicembre scorso ha fatto apposita ispezione. Impossibile, per l’avvocatura provinciale, non tenerne conto. Assieme anche alla convenzione sottoscritta tra Provincia e Regione in applicazione della Legge Delrio, che prevede la concessione in comodato d’uso gratuito dalle Province proprietarie alle Regioni, di alcuni immobili tra cui la porzione di Palazzo Comi per la parte destinata a biblioteca.

“Questa decisione – dice Loredana Capone, assessore regionale all’Industria turistica e culturale – sgombra il campo da qualsiasi ostacolo relativo alla riunificazione in una unica strategia di valorizzazione dell’intero palazzo, come più volte auspicato anche dalla soprintendenza. L’auspicio è che in questa prospettiva possa essere rivista quanto prima la convenzione firmata tra Provincia e Regione per la valorizzazione della casa museo. Lo stato di conservazione del patrimonio librario, dei mobili, degli infissi e della stessa struttura, richiedono interventi urgentissimi di restauro”.

“Casa Comi può e deve vivere, può e deve tornare ad essere una Casa della Cultura, accessibile a tutti e tutte – dicono dal comitato che l’ha difesa – perchè, come diceva il Prof. Donato Valli (al quale dedichiamo questo grande risultato), Casa Comi “non è un fatto privato; renderla pienamente agibile è un dovere civico; preservarla da ogni forma di dispersione o di privatizzazione dev’essere impegno politico comune; incrementarla nel patrimonio e nella sua potenzialità socialmente formativa significa precostituire uno degli elementi forse decisivi per l’elevazione culturale e morale delle nostre genti”. “Ringraziamo, di cuore – aggiungono – quanti e quante ci hanno supportato in ogni forma: gli artisti, in primis; i giornalisti e, soprattutto, i cittadini e le cittadine che non sentono e non vogliono più vivere in una ‘zona culturalmente stagnante’. Così non è più. La Terra d’Otranto e il nostro Capo di Leuca alzano la testa su più fronti”.

 

 

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