Rifiuti a Ugento e Statte, i costi raddoppiano: salasso per il nord leccese

UGENTO- Il conto ai Comuni del nord Leccese non è stato ancora presentato dalla Regione, ma è certo che sarà un salasso: dopo lo stop dell’impianto di biostabilizzazione di Cavallino, il nuovo “viaggio” dei rifiuti rischia di costare il doppio del precedente. Dopo le proteste prenatalizie dei sindaci e dei cittadini di Ugento, Acquarica del Capo e Presicce, com’è noto, la spazzatura raccolta in una parte dei 27 comuni dell’ex Ato Le1 (tra cui il capoluogo) e in alcuni del Brindisino (Ostuni, Mesagne, Carovigno e San Vito dei Normanni) viene solo lavorata nella piattaforma di Burgesi, ma non anche smaltita lì. Dopo il trattamento, dunque, gli scarti in uscita prendono due strade: quelli destinati a cdr tornano a Cavallino, gli altri vanno in discarica a Statte, vicino Taranto. I conti sono presto fatti: prima, per smaltire la frazione destinata a combustibile da rifiuto a Cavallino, nell’impianto di fronte, a 500 metri, dal biostabilizzatore, si spendevano 5 euro a tonnellata. Ora, invece, bisogna calcolare, per 63 chilometri, all’incirca 20 euro di trasporto. Per il resto che va in discarica, invece, bisogna coprire la distanza che va da Ugento a Statte, circa 150 chilometri, per un costo presunto che si aggira intorno ai 40 euro. Prima, infatti, quando Lecce conferiva a Statte, pagava 22 euro a tonnellata il trasporto fin lì dopo la lavorazione a Cavallino. Dunque, sommando, rispetto ai 27 euro sborsati prima, ora si rischia di arrivare a spendere all’incirca 60 euro a tonnellata. Certo, sarà la Regione a precisare meglio i costi, ma dovrebbero discostarsi di poco rispetto a questi, nella speranza che entro il 9 gennaio la situazione possa sbloccarsi. Intanto continuano gli intoppi logistici: il 24 dicembre l’impianto di Ugento era chiuso. Il 25, alle 7 del mattino, erano già schierati tutti i camion del sud Salento. Quelli del nord della provincia, arrivando alle 10.30-11, non hanno potuto scaricare, perché l’impianto chiudeva alle 11. Il dirigente del Settore Ambiente del Comune, Fernando Bonocuore, ha ottenuto dalla ditta di poter far aprire i cancelli il giorno dopo alle 6, per poter far scaricare quegli ecocompattatori che nella notte sono rimasti parcheggiati lì, con necessità di provvedere anche a predisporre la vigilanza armata.

 

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