LECCE – (di Tonio De Giorgi) Il Lecce a Trapani per chiudere con il classico botto di fine anno. Sarà una partita complicata anche perché i siciliani vorranno ridurre le distanze dalla squadra leccese, capolista del girone, per irrompere di nuovo nella corsa promozione. “Andremo a Trapani con i giusti presupposti per fare risultato pieno – afferma Checco Lepore, capitano del Lecce -, troveremo una squadra reduce dal pareggio sul campo del Siracusa, che è una buona squadra. Dipende da noi, dal nostro atteggiamento mentale. I nostri prossimi avversari hanno una rosa importante con calciatori di categoria superiore. Quattro punti nelle prossime due partite? Non firmo perché penso ad una partita per volta e voglio sempre vincere”. Come nella passata stagione anche quest’anno il Lecce può arrivare fino in fondo con la speranza, questa volta, di tagliare il tanto agognato traguardo della Serie B. “Un anno fa eravamo nelle stesse condizioni – ricorda -, ma la nostra antagonista, il Foggia, aveva una squadra ben collaudata e alla fine vinse il campionato. Il Foggia era quello che siamo noi quest’anno”. Parola di capitano. E quella fascia pesa ancora come la prima volta. “Sicuramente l’anno scorso ero più emozionato – racconta -, ma la fascia l’ho avuta anche in altre squadre e ho vinto pure dei campionati. So come comportarmi e comunque sono una persona trasparente condivido tutto con altri miei compagni che hanno esperienza da vendere”. Contro le big (quasi tutte), anche negli anni passati, il Lecce non ha mai deluso. “Queste partite si preparano bene – continua -, è contro le cosiddette piccole che a livello di concentrazione qualcosa concedi, ma non deve accadere. Ecco perché insisto nel dire che dipende tanto da noi. E se nelle stagioni passate alcune partite le perdevamo, quest’anno almeno non le abbiamo perse”. A stringersi attorno alla squadra una dirigenza che, per competenze, non sta facendo mancare nulla a Lepore e compagni, ma che ci mette anche tanta passione per questi colori. “A loro riconosco di essere delle persone perbene, serie – sostiene- mettono tantissima passione in quello che fanno”. Infine applaude all’esordiente Lezzi, classe ’99. “Quando ho visto il numero diciassette sulla lavagna luminosa ero contento – conclude -, è un bravo ragazzo, si allena seriamente e ha personalità”.