Ilva, tutti contro Emiliano. Il sindaco contro il governo: “I ricatti non ci spaventano”

TARANTO- E’ il tutti contro Emiliano. E anche contro il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. La decisione della Regione Puglia – seguita a quella del Comune – di impugnare il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sul piano ambientale dell’Ilva va di traverso al governo, ma anche ai sindacati.

Io sono davvero stupito – dice il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti -. Non capisco come si possa tentare di mettere in discussione una cessione che ha un Piano industriale forte, con un’azienda seria dall’altra parte e un Piano di ambientalizzazione che è il migliore che abbiamo mai visto”. “Poi – aggiunge – chi fa queste cose se ne assume la responsabilità. Io ho davvero la coscienza a posto. Noi – osserva – abbiamo presentato un Piano ambientale che supporta un Piano industriale dove si spendono oltre due miliardi per l’ambientalizzazione; ci sono novità anche rispetto alla precedente Aia: non c’è la copertura del solo parco minerario principale ma anche quella di alcuni parchi minori. Oltretutto c’è una clausola di salvaguardia fortissima – conclude – cioè fino alla fine dell’ambientalizzazione la produzione avrà un tetto a 6 milioni di tonnellate l’anno”.

Nelle scorse ore a prendere posizione erano stati anche il ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, che ha bollato quella della Regione come una “scelta contro i cittadini e i lavoratori”, e il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, per cui il Comune di Taranto e la Regione Puglia stanno mettendo “a rischio l’intera operazione di cessione e gli interventi a favore dell’ambiente”. Il sindacato si schiera col governo: per il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, “il confronto sindacale ha accelerato le opere ambientali ma per Emiliano è dura da accettare e ricorre al Tar. Grave, infantile e irresponsabile far saltare tutto per propria visibilità”. Anche per la Cgil “la scelta di Emiliano è una scelta sbagliata – dice Maurizio Landini –. Questo non è il momento dei tribunali, c’è una trattativa in corso, è il momento della responsabilità”.

Ostruzionismo, per Roma, quello che si fa in Puglia. Ma Bari e Taranto sono compatti: “quel decreto è illegittimo e il governo ha violato il dovere di leale collaborazione istituzionale”, rinviando al 2023 il termine di realizzazione degli interventi ambientali già previsti dall’Aia e in forte ritardo.

Il sindaco Melucci ha replicato a muso duro a De Vincenti in particolare: “Caro ministro, io rispondo alla mia coscienza e ai tarantini, non al portafogli di qualche lobbista. Se l’acquisizione non rispetta l’ambiente e le nostre priorità è un problema di chi la ha permessa. Taranto non si fa violentare più, i ricatti non ci spaventano”.

 

 

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