Lo sguardo dentro e fuori Cerano: “Vento di Soave” in concorso al Torino Film Festival

TORINO- Si ispira ad un verso della Divina Commedia ma non parla del Paradiso, anzi. “Vento di Soave” diventa il paradosso della storia: della dinastia sveva, che ha reso grande anche la Puglia e a cui Dante si rivolge con quell’espressione, è rimasto il ricordo dell’imperatore con cui Enel ha marchiato la sua centrale elettrica, Federico II.

Una parabola dentro le storie di Brindisi, dentro l’ostinata ma contraddittoria opposizione al gigante industriale: Vento di Soave è la pellicola con cui Corrado Punzi, 38enne regista e sociologo salentino, approda al 35esimo Torino Film Festival, nella sezione “Italiana.doc”. La proiezione in serata, con repliche lunedì 27 novembre e sabato 2 dicembre.

In corcorso, dunque, lo sguardo dentro e fuori la seconda centrale a carbone più grande d’Italia e tra quelle in Europa che emettono più sostanze inquinanti e più CO2, con il suo carico di conflitto moderno tra progresso e danni ambientali e sociosanitari.

Le vicende di quattro persone per raccontare i due lati di una lotta apparentemente irrisolvibile e immutata. Il film punta a restituire la complessità del tema, attraverso la molteplicità delle prospettive e una narrazione che tenta di limitarsi a osservare. Punzi li guarda da vicino i “giganti”, il petrolchimico Eni e la centrale a carbone Enel, nella convivenza con un territorio vocato all’agricoltura e che ora fa i conti con i fumi sulla terra e dentro i polmoni.

Prodotta da Fluid Produzioni di Davide Barletti e dal collettivo cinematografico Muud Film anche grazie al contributo di Apulia Film Commision, la pellicola è frutto di una troupe interamente pugliese: nata da un’idea e dalla collaborazione con il giornalista Stefano Martella, è stata scritta dal regista insieme allo sceneggiatore Francesco Lefons, sonorizzata da Gianluigi Gallo e montata da Cristian Sabatelli.

 

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