Prete: “prima i proiettili con foto della mia famiglia, poi una congiura contro di me”

LECCE – Prima un post fb dove racconta di aver perso il sonno e la tranquillità, poi la spiegazione più estesa di quanto lo affligge da anni. Il Presidente della Camera di Commercio leccese Alfredo Prete racconta una storia che parte da molto lontano, dal 2004 precisamente quando ancora non era presidente dell’ente camerale, e arriva fino ad oggi, assumendo le fattezze di una vera e propria congiura.

Sul suo profilo fb “lo sfogo è volutamente generico” spiega Prete perchè le questioni ad angosciarlo sono più di una: la questione ancora irrisolta dei proiettili che 3 anni fa sono stati recapitati presso il suo stabilimento balneare con allegata la foto della sua famiglia; il caso di un’assunzione in camera di Commercio culminata in un ricorso al tar e con contorni che Prete definisce “poco chiari”; infine una sorta di “accanimento” nei confronti dell’ente camerale con controlli e indagini a suo dire tutt’altro che obiettive e che a maggio ha scelto di denunciare.

C’è poi chi, probabilmene, mi sostituirebbe volentieri” continua e anche queste pressioni fanno la loro parte nel compromettere la mia serenità.

A pesare di più è quella che Prete descrive cone una sorta di congiura in atto nei confronti dell’ente che presiede e che ne congela ogni possibilità di prendere iniziativa. Un pressing dietro il quale si celerebbe ben altro come lascia trapelare la metafora alla quale ricorre, per il principio “chi ha orecchie per intendere, intenda“: “prima di una partita -dice Prete- un arbitro non dovrebbe andare a pranzo con una delle squadre che giocheranno in campo e che lui è chiamato a giudicare…di più non posso dire”.

Quando ad opprimerti sono una serie di tasselli che finiscono per incastrarsi perfettamente “benedetti” dai colletti bianchi, avere paura mi sembra normale -conclude Prete- il quadro di tutto ciò che oggi mi toglie la serenità è ancora nebuloso, ma chi crede nella giustizia sa attendere fiducioso la schiarita“.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*