Noemi, autopsia lunga e difficile. Molte lesioni ma nessuna risposta, si attendono analisi

LECCE  -Un’autopsia lunga e difficile quella eseguita sul corpo di Noemi, la 16enne di Specchia, uccisa nelle campagne di Castrignano del Capo. In un primo momento sembrava che tutto fosse terminato intorno alle 17, ma magistrati e medici hanno fatto un passo indietro ritornando ad esaminare il cadavere, per poi concludere il tutto alle 18,30. Purtroppo però, dopo sette lunghe ore, l’autopsia non ha sciolto i dubbi.

“Molto difficile date le condizioni del corpo, in avanzato stato di decomposizione”, ha affermato il dottor Francesco Introna, medico legale di parte ingaggiato dalla famiglia della vittima. “Molte le lesioni riscontrate, ma non è ancora possibile stabilire la causa della morte. Ci sono 60 giorni di tempo da ora per avere le risposte che facciano luce sull’omicidio. Saranno analizzate anche le larve che hanno aggredito il corpo. Si cercano anche eventuali tracce biologiche, per isolare eventuali altri DNA diversi da quello della vittima. Gli organi sono stati prelevati e fissati in formalina. Nulla sarà lasciato al caso. Si conferma quanto emerso dalla tac, che ha escluso l’ipotesi della morte sopraggiunta per un colpo di pietra al cranio, che non riporta fratture compatibili con il decesso. Siamo in una fase di stallo –ha detto Introna– nel senso che ora saranno i risultati degli esami a parlare”.

Ma ora, in attesa di far luce sulle cause della morte della 16enne, Specchia si prepara all’ultimo saluto. In serata, la salma è stata infatti restituita alla sua famiglia. Alle 21.00 è giunta a casa, nell’abbraccio disperato della sua mamma. Domani invece è prevista la camera ardente presso il centro Capsda di Piazzetta  Nassiriya, mentre nel pomeriggio alle 16.00 saranno celebrati i funerali nella chiesa matrice.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*