Contributi economici per gli affiliati, il ruolo dell’ex assessore di Sogliano Cavour

SOGLIANO CAVOUR –  Una cassa comune alimentata con i proventi delle attività illecite, utilizzata per il sostentamento dei sodali detenuti; per acquisire il controllo di centri di potere politico-amministrativo attraverso la corruttela di pubblici amministratori così da garantirsi la continuativa e stabile disponibilità di appartenenti alle locali amministrazioni che assicuravano, anche in cambio della “protezione” e del sostegno dell’organizzazione, agevolazioni economiche per gli affiliati. Secondo le indagini, 10 mila euro al mese quelli che l’ex assessore e vice sindaco di Sogliano Cavour Luciano Magnolo versava a Michele Coluccia, già condannato con sentenza irrevocabile per mafia, ma che, nonostante lo stato di detenzione, esercitava il potere direttivo sulla ripartizione del territorio e individuava i referti in zona. Costituiva il diretto referente di Luciano Magnolo e ordinava punizioni nei confronti di affiliati che si erano resi responsabili di danneggiamenti ai danni di questo.

Un “intoccabile” veniva definito l’ex assessore , soprattutto perché, come si legge in una intercettazione tra Cianci e Giuseppe Antonaci, Magnolo finanzava Michele (probabilmente Coluccia) versando i diecimila euro al mese. “Adesso sta girando [questo]; è lui il pollo di turno… quando questo non ci serve più, saremo noi i primi che lo facciamo fuori”.

Un clima di paura, intimidazioni ed estorsioni quello che emerge dall’ordinanza di 700 pagine nella quale gli investigatori hanno messo nero su bianco 4 anni di indagini, cominciate nel 2013 che parlano di “un distorto esercizio del potere amministrativo” attraverso concessione di sovvenzioni pubbliche per non abbienti nell’ambito delle politiche sociali del comune o l’assunzione di affiliati, anche al fine di far ottenere la scarcerazione degli stessi.

Non da ultimo il controllo di settori delle forze dell’ordine strumentale all’acquisizione di informazioni relative ad eventuali indagini in corso.

Magnolo, ora ai domicliari, non fa parte dell’organizzazione criminale, ma secondo il Gip e il Pm forniva a questa contributi significativi versando somme di denaro per i capi detenuti, procuramdo posti di lavoro agli affiliati del gruppo , impegnandosi, nella sua qualità di assessore alle politiche sociali presso il Comune di far avere contributi economici in favore degli affiliati con pressioni su un’assistente sociale. Questo avrebbe consentito a Magnolo Carmela, ai docimiliari, l’assunzione presso la “Società Cooperativa Euro Servizi” amministrata dal fratello, permettendole in questo modo di ottenere l’autorizzazione ad allontanarsi dall’abitazione.

Per una serie di ritardi in questa pratica Magnolo avrebbe subito dei danneggiamenti sull’auto negati però ai carabinieri.

Nell’ordinanza si legge di come lo Magnolo ricevesse per questo “protezione” e sostegno anche politico da parte dei componenti dell’associazione, per compiere atti contrari al proprio ufficio di assessore, concedendo, appunto, contributi economici in favore degli affiliati apparentemente erogati nel rispetto dei presupposti di legge, ma di fatto in totale violazione degli stessi.

 

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