LECCE- Debiti fuori bilancio: continua il botta e risposta a Palazzo Carafa sui debiti fuori bilancio dopo le accuse reciproche tra Salvemini, Poli Bortone e Perrone, ora è la volta di Ennio De Leo, ex assessore al bilancio che in un post su Fb parla di “spargimento di sciocchezze al vento di fronte alle quali non si può proprio tacere”.
E così De Leo ricosturisce la vicenda:
Perrone è stato assessore al bilancio dal 1998 al 2002, fino a quando cioè passò a fare l’assessore al Patrimonio, ai lavori pubblici e vice sindaco. Il suo operato da assessore al bilancio, lasciò l’Ente con una spesa corrente completamente assorbita da rate di mutuo per 11 milioni di euro e con una disponibilità per la spesa di sviluppo pari praticamente a zero. Fu così che si dovette fare una guerra feroce all’evasione fiscale, per reperire risorse e non si dette luogo all’aggressione dei cittadini, con multe ossessive, che all’epoca non superavano incassi di 3,5/4 milioni di euro. I boc, furono fatti per dilazionare in 20 anni i 76 milioni di euro di mutui esistenti con una aliquota che andava dal 4,9 al 6,7 per cento e si ottenne un tasso di interesse del 2,4 %, con un collar del 4,9, per cui se gli interessi globali fossero aumentati anche in maniera sproporzionata, il Comune non avrebbe mai pagato più del 4,9%. I boc furono fatti anche per soddisfare le esigenze di un piano delle opere pubbliche presentato da Perrone, che ammontava a 27 milioni di euro e quindi lui ne fu particolarmente soddisfatto e non risponde al vero, che lui sia uscito dalla Giunta in malo modo.
Via Brenta: Se egli era contrario all’operazione di via Brenta, probabilmente lo ha manifestato solo a se stesso, nel chiuso del suo pensatoio. Tanto è vero che fino ad agosto del 2004, l’assessore al Patrimonio era lui e sempre lui si recava a rappresentare il Comune presso la Commissione di Manutenzione che si teneva presso il Tribunale di Lecce, accompagnato dall’ing. Solombrino.
Il filobus: Va detto che il filobus ebbe una gestione completamente di Forza Italia dell’epoca, dall’assessore, ai tecnici incaricati e se Perrone avesse voluto manifestare la sua contrarietà, avrebbe potuto ben farlo, così come ha fatto tante volte, quando non voleva una delibera, e sapeva manifestare il suo dissenso in qualità di referente del suo partito.
Forse Perrone, conclude De Leo, dovrebbe calmare la sua isteria politica, perché se il centro destra centro ha perso le elezioni, è certamente causa sua e lo hanno dimostrato gli esigui voti da lui conseguiti e la pessima figura fatta da sindaco uscente nei confronti di Marti che lo ha surclassato politicamente. Attendo la replica per pubblicare i documenti.