MELENDUGNO- 10 giorni era il periodo di tempo concesso a Tap per presentare un’integrazione di documentazione richiesta dall’ufficio tecnico del Comune di Melendugno. La vicenda è quella della realizzazione del tendone, detto canopy, una sorta di baldacchino a protezione degli ulivi espiantati da San Basilio e trasferiti nella “nursery” di masseria del Capitano. La richiesta era stata avanzata il 12 luglio dopo un sopralluogo compiuto dai tecnici comunali e dalla polizia municipale, al comando del tenente Antonio Nahi nell’azienda agricola presa in affitto da Tap per il reimpianto degli ulivi estirpati dalla zona del cantiere.
Tap aveva presentato una CILA, comunicazione di inizio lavori per l’installazione del tendone a copertura di 168 ulivi, ma dopo il sopralluogo di tecnici e polizia municipale, si è aperto un procedimenento per verificare che tutto fosse in regola. E all’ufficio tecnico del Comune non è bastato quanto prodotto da Tap per dimostrare la legittimità dell’opera, considerato non esaustivo. Ecco perché ora si valuta di emettere un ordine di demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi. Dopo un nuovo sopralluogo, effettuato nelle scorse ore da tecnici e municipale, il Comune ha sospeso anche la realizzazione di un secondo tendone, previsto a copertura di 42 alberi. E Tap ha scritto alla Regione, per comunicare all’Osservatorio Fitosanitario e al Servizio Provinciale Agricoltura di Lecce della Regione “l’avvenuta sospensione dei lavori per la messa in sicurezza dei 42 ulivi trasferiti alla nursery di Masseria del Capitano lo scorso 4 luglio e non ancora protetti dal tendone che già riveste le 168 piante trasferite in precedenza. Il canopy garantisce che la parte aerea delle piante non venga mai a contatto con l’ambiente circostante e con agenti potenzialmente infettanti, tra cui il batterio della Xylella Fastidiosa.
La comunicazione -spiega Tap- si è resa necessaria in seguito alla notifica, giunta dall’ufficio tecnico del Comune di Melendugno, di un ordine di sospensione dei lavori in corso per i quali TAP aveva presentato regolare Comunicazione di Inizio Lavori. Il provvedimento del Comune è analogo a quello con cui è stata avviata la procedura per ordinare la rimozione del tendone già realizzato a protezione degli altri 168 ulivi e per il quale TAP ha già provveduto a fornire al Comune di Melendugno le proprie controdeduzioni, ribadendo la piena legittimità dei lavori eseguiti e l’aderenza a quanto disposto dal Decreto di Autorizzazione Ambientale e dalle autorità fitosanitarie. Analoghe controdeduzioni saranno opposte nelle prossime ore al provvedimento di sospensione dei lavori per la realizzazione del secondo tendone”.
Ma il sindaco di Melendugno non ci sta a veder passare il Comune come chi non ha a cuore le sorti degli ulivi. “Il problema è che hanno agito frettolosamente e non avendo le autorizzazioni necessarie, così come feci presente nelle riunioni in prefettura, quando si parlava dell’opportunità di espiantare i 42 alberi. Sollevai dei dubbi normativi su opere non previste nel progetto per cui si è ottenuta l’autorizzazione unica. Nel progetto –spiega Marco Potì– non era previsto lo stoccaggio a masseria del Capitano, ma a San Basilio, poco lontano dal cantiere, poi si è cambiato luogo. C’era quindi bisogno di un nuovo progetto”.