Appalti truccati: l’assessore regionale Giannini, indagato, si dimette. Perquisita la Regione

minerva

BARI – Gianni Giannini, assessore regionale ai Trasporti, si è dimesso. La decisione di rimettere le deleghe nelle mani del presidente della Regione, Michele Emiliano, è maturata dopo la notizia dell’indagine a suo carico nell’ambito della maxi inchiesta sugli appalti truccati che da questa mattina ha scosso diversi comuni del barese.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Bari, ha portato all’arresto di 12 persone – tra le quali il sindaco di Altamura, Giacinto Forte e il vicesegretario del Pd di Acquaviva delle Fonti, Roberto Ottorino – perché sospettate di aver incassato e dato tangenti, in cambio di appalti.

Nell’ambito di questa inchiesta, gli inquirenti contestano a Giannini un episodio di presunta corruzione. Un imprenditore e il proprietario del noto ristorante di Polignano a Mare, ‘Grotta Palazzese’, avrebbero chiesto all’assessore un finanziamento da 2 milioni di euro dai Pia, in cambio di un salotto. Questa mattina, dunque, la Guardia di Finanza di Bari ha perquisito gli uffici dell’assessorato ai Lavori Pubblici e l’abitazione della figlia dell’assessore, presunta beneficiaria del “regalo”.

“Sono accuse del tutto infondate – ha scritto nella lettera rivolta al presidente -, credo sia noto anche fuori Regione che non ho mai favorito nessuno, specialmente per ricevere in cambio prebende di alcun tipo”. Di qui le dimissioni e la fiducia nell’operato della magistratura. Il governatore da par suo si dice convinto della lealtà di Giannini, “sono sicuro – ha concluso – che saprà dimostrare la sua estraneità ai fatti”.

 

 

 

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