Disabile dalla nascita, da 4 anni nessun rimborso per l’ascensore di casa

GALATINA – Quando ha iniziato la sua battaglia aveva 27anni, oggi Maria Luce ne ha 31 e se non fosse stato per la sua famiglia oggi non avrebbe quell’ascensore che le consentirà di accedere alla sua futura casa qui a Galatina in totale autonomia.

31 anni fa il parto gemellare prematuro di sua madre durante il quale a sopravvivere è stata solo lei: prima con una tetraparesi spastica trasformatasi poi in diplegia, quando Maria Luce è riuscita con tanta fatica a riacquisire la mobilità delle mani e in parte delle gambe.

Nel 2013 i suoi genitori le acquistano una casa e su una spesa totale di oltre 20 mila euro per l’ascensore in questione presentano una richiesta al Comune per ottenere il risarcimento del 25%, previsto dalla legge per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Spesa oggi a carico dell’ambito di zona.

Da quel momento, a distanza di 4 anni nulla si è mosso. Richiedendo l’accesso agli atti però Maria Luce ha scoperto che la richiesta risulta essere stata presa in carico dai servizi sociali. Fino a 20 giorni fa però la risposta è sempre stata una sola: “la coperta è corta, abbi pazienza“. E così lei non si è arresa, ha scritto alla Procura, al Presidente della Regione Michele Emiliano, ha sollecitato più volte la stessa amministrazione che all’epoca dei fatti era guidata dal Sindaco Cosimo Montagna, oggi dal Commissario prefettizio Guido Aprea.

Ha con sé un faldone di documenti che testimoniano ogni singola mossa della sua battaglia, ogni singola inascoltata richiesta di giustizia. In 4 anni questi 5.499,99 euro  però per lei non si sono trovati. E allora la sua amarezza la sfoga in un appello: “invito chiounque abbia il mio stesso problema a contattarmi, l’unione fa la forza e magari insieme potremmo combattere per far valere i nostri diritti. Alla Procura chiedo di interessarsi della mia situazione e di fare chiarezza”. 

 

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