BARI- Utilizzare l’istituzione per raccattare consensi personali, garantire, attraverso i propri assessori, appoggi a sindaci e candidati sindaco di centrodestra, chiedendo in cambio il voto alle primarie del Pd, è una pratica che sta viziando questo confronto in Puglia e nel Salento in particolare. Così Sergio Blasi, in riferimento al messaggio Whatsapp che il sindaco di Nardò Pippi Mellone ha inviato a più persone chiedendo di votare per Michele emiliano alle primarie del Pd che si terranno domenica 30 aprile. “Cosa c’entrano -chiede Blasi- le primarie del Partito Democratico con l’esigenza di un Comune, il secondo più grande del Salento, di avere “riferimenti certi e solidi in Regione”? Perché il rapporto tra Nardò e la Regione Puglia deve passare dal sostegno innaturale da parte del sindaco di estrema destra Pippi Mellone al candidato Emiliano? La Regione Puglia è un banchetto al quale solo chi porta voti a Emiliano può avere benefici per la propria comunità o è una istituzione imparziale che deve garantire a tutti i Comuni le stesse opportunità nella trasparenza delle procedure? Ed è il punto più basso che la politica ha raggiunto in questa Regione –conclude– che sembra ormai governata esclusivamente con logica del do ut des. Io non ci sto. Ho un’idea più alta della politica e delle istituzioni”.