Omicidio Salvatore Maggi, il pm invoca 18 anni per la Piccinonno

MONTERONI- È accusata dell’omicidio di Salvatore Maggi, il 74enne di Monteroni proprietario di un circolo ricreativo, tramortito con un corpo contundente e abbandonato nelle campagne. Per Valentina Piccinonno, 34enne di Lecce, la Procura ha invocato 18 anni di carcere. La donna, difesa dall’avvocato Ladislao Massari, ha scelto il rito abbreviato. L’omicidio il 29 giugno del 2015. I familiari della vittima avevano denunciato la scomparsa dell’uomo, poi trovato senza vita nelle campagne di Magliano, in contrada Licatelli, dove possedeva un terreno. La Piccinonno fu fermata dalla polizia dopo qualche ora. Raccontò di aver colpito più volte con una pietra Salvatore Maggi con cui si era incontrata per reagire ad un tentativo di violenza sessuale, e di averlo lasciato però ancora vivo. La confessione davanti al pm Emilio Arnesano che ha invocato la condanna per omicidio a scopo di rapina. La sentenza è prevista per il 21 giugno prossimo da parte del Gup Cinzia Vergine. La moglie e i tre figli della vittima sono assistiti dall’avvocato Roberto Rella. La psichiatra Paola Calò ha eseguito la perizia dalla quale era emersa una parziale incapacità di intendere e di volere. Quella notte Valentina Piccinonno, già nota alle cronache per il rapimento di una bambina bulgara in un parco giochi di Monteroni, dopo aver colpito il 74enne gli portò via l’auto, gioielli e portafogli. Fu bloccata dalla polizia in stato confusionale a Lecce mentre comprava le sigarette ad un distributore. Quella sera sarebbe dovuta essere a casa perché ristretta ai domiciliari dopo la condanna per il sequestro della bimba.

 

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