Colacem, “danno sanitario tra i 37 e i 67 milioni di euro”

minerva

GALATINA- La partita per il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale per la Colacem di Galatina travalica la questione prettamente burocratica relativa all’iter oggi in corso in Provincia. Perchè il dato fondamentale rimasto finora sullo sfondo è quello relativo alla somma dei danni ambientali e sanitari stimati dalla European Environmental Agency (EEA) nel suo report del 2011 (consultabile al sito http://www.eea.europa.eu/publications/cost-of-air-pollution), tra i 37 e 67 milioni di euro. Quello galatinese è collocato al 586° posto, a livello europeo, nella graduatoria degli impianti fonte di maggior danno sanitario. È al 250esimo posto per quantità di Nox (ossidi di azoto) emessi (2420 tonnellate).
Cosa c’entra tutto questo con il rinnovo dell’Aia per cui nelle scorse ore si è tenuta la seconda conferenza dei servizi? C’entra molto. Perché tanto attiene a una questione in particolare, vale a dire le modalità di controllo delle emissioni prodotte dallo stabilimento e a quelle che restano sue criticità.

L’azienda si è impegnata ad abbatterle, installando un nuovo sistema di filtri al camino principale, per cattuare le polveri. Di questo va dato atto. La questione è: chi controlla che cosa? Manca un monitoraggio di un soggetto terzo: la stessa Arpa ha dichiarato nelle scorse ore di non poter fare di più, viste le carenze di personale, rispetto a quanto si fa oggi, vale a dire una verifica ogni due anni. Tutte le apparecchiature di montioraggio sono della stessa Colacem, adoperate dalla stessa azienda e con una gestione dei dati affidata al suo stesso personale. Certo, è tenuta a comunicare ad Arpa i dati di eventuali sforamenti dal camino principale, l’unico ad essere sottoposto ad un monitoraggio in continuo. Per il resto, e per ben 49 punti di emissione, è previsto un solo controllo all’anno da parte sempre della stessa azienda.

Ecco perché, di fatto, non è possibile valutare in maniera organica la pericolosità delle emissioni del cementificio. E questa è questione nevralgica per capire anche eventuali nessi, di questa e di altre industrie in zona, con i dati epidemiologici di un territorio che vede la più alta incidenza di tumori al polmone.

È questo che si chiede di valutare anche in sede di rinnovo dell’Aia, come da osservazioni depositate dai Comuni della Grecìa, Zollino in primis, e da associazioni, come da Italia Nostra, oltre che dal consigliere regionale Mario Pendinelli.

 

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