LECCE- Cosa succederà dopo l’infuocata riunione nella federazione di Lecce, alla presenza del segretario regionale del partito democratico, non riescono a prevederlo neanche i dirigenti ed i parlamentari del Pd. Come annunció giorni fa attraverso i nostri microfoni, Lacarra ha trascorso la mattinata di sabato nel capoluogo leccese ma non è riuscito a pacificare i democratici salentini.
I Parlamentari ed i dirigenti renziani che hanno detto Si al referendum hanno espresso un indiscutibile No per il senatore ex vendoliano, mentre coloro che il 4 dicembre hanno votato No, di concerto con le segreterie cittadina e provinciale, non sono riusciti ad imporre, in questo caso il Si, per far concorrere il senatore Stefano alla successione di Paolo Perrone. L’incontro è terminato con la sola certezza,registrata da Lacarra, che il Pd è completamente spaccato tra la ditta, rappresentata dal consigliere regionale Abaterusso ed i vertici Piconese e Marra e dall’altra i deputati ed una parte dei dirigenti provinciali.
Un incontro durante il quale si son detto tutto e di tutto ed a muso duro lasciando insoluta la scelta per il nome da proporre per le elezioni di primavera al tavolo della coalizione. Dopo il passo indietro di Blasi e dopo il no del partito a Dario Stefano, malgrado avesse votato la fiducia al governo Gentiloni pur se espressione di un partito contrario alla linea filo renziana, in campo ad oggi per i democratici rimarrebbe solo il capogruppo al Comune Paolo Foresio e le spinte da parte dei movimenti civici rappresentati da Mola e Fornari. Per lo statuto del partito l’unica strada percorribile, in assenza di un accordo, sarebbero le primarie ma su questo malgrado la chiara posizione più volte espressa dalla segreteria regionale, la federazione leccese non ha deciso nulla aggiornandosi dopo gli scontri odierni.